Il “vuoto a rendere” torna anche in Italia

Da 12 Ottobre 2017Energia & Ambiente
vuoto a rendere

Torna in Italia la pratica virtuosa del ”vuoto a rendere”. Il meccanismo, già utilizzato negli anni 80 per il vetro, permette di ricevere la piccola ”cauzione” pagata al commerciante al momento dell’acquisto una volta che gli viene restituito il contenitore vuoto.

Lo stabilisce il regolamento del ministero dell’Ambiente, pubblicato il 25 settembre in Gazzetta Ufficiale, che attua la misura del “Collegato Ambientale” rivolta alla prevenzione dei rifiuti di imballaggio monouso attraverso l’introduzione, su base volontaria per un anno, di un sistema di restituzione di bottiglie riutilizzabili.

Un simbolo all’ingresso di un bar, di un ristorante, di un albergo o di altri punti di consumo distinguerà quegli esercenti che hanno scelto di aderire alla fase sperimentale del sistema per le bottiglie di birra e acqua minerale. Dal 10 ottobre vetro, plastica e altri materiali (tra i più resistenti) verranno ritirati una volta esaurito il contenuto. Incoraggiando il consumatore finale a restituire l’imballaggio al produttore si spera di limitare l’impatto dei materiali di scarto sui rifiuti, andando ad alleggerire la raccolta differenziata.

L’obiettivo del “vuoto a rendere” è sensibilizzare i consumatori sull’importanza del riciclo e diminuire la produzione dei rifiuti: gli stessi contenitori, bottiglie più resistenti in vetro, plastica o altri materiali, potranno essere riutilizzati dieci volte prima di divenire scarto.  Il decreto prevede poi un sistema di monitoraggio, per la valutazione della fattibilità tecnico-economica e ambientale del sistema del vuoto a rendere, che sarà decisiva per l’eventuale conferma dell’iniziativa e la sua estensione ad altri tipi di prodotto e ad altre tipologie di consumo al termine del periodo di sperimentazione.

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