Valutazione dello stress lavoro correlato: obblighi legislativi e modalità organizzative – Parte I –

Da 2 settembre 2010Salute & Sicurezza
obblighi legislativi

obblighi legislativi e modalità organizzativeQuest’oggi sul blog UninformANGQ dedicato alla Qualita’, all’Ambiente ed alla Sicurezza torniamo a parlare di sicurezza sul lavoro e lo facciamo proponendo a tutti gli appassionati lettori un interessantissimo articolo dedicato agli obblighi legislativi relativamente allo stress lavoro correlato che per ragioni espositive sarà suddiviso in due parti.

L’emanazione del Decreto Legislativo 81/2008 ha introdotto l’obbligo, per il datore di lavoro, di valutare, fra i rischi ai quali sono esposti i lavoratori, quelli connessi con lo stress correlato con le attività lavorative. Tale obbligo, prorogato ripetutamente (da ultimo fino al 31 dicembre 2010), sembra ormai giunto alla definitiva ineludibilità.

Nonostante la recente introduzione normativa, lo stress lavoro-correlato rappresenta un rischio non certo nuovo, ma sicuramente emergente, per la diffusione che sta assumendo in ambito europeo. Contrariamente a quanto comunemente si creda, lo stress non è una malattia, ma una modalità fisiologica di adattamento ad una richiesta di prestazione. Tuttavia, in condizioni particolari, quando le richieste risultano eccessivamente intense o perché durano troppo a lungo, superando quindi le possibilità di compensazione del soggetto, tale modalità può generare situazioni di disagio lavorativo. Tali fenomeni risultano, peraltro, in costante aumento: una percentuale compresa tra il 50 e il 60 % delle giornate lavorative perse in un anno è causata da tale fattore.
Ricerche recenti nei paesi della CEE mettono in evidenza come lo stress legato alla attività lavorativa sia un problema di salute largamente diffuso fino ad occupare il secondo posto fra quelli più indicati dai lavoratori. In Italia, secondo la “European Foundation for the Improvement of Living and Working Condition”, il valore si attesta al 27%, poco al di sopra della media europea.

I fattori di rischio possono essere ricondotti a due grandi categorie, quelli relativi al contesto di lavoro di natura gestionale e quelli relativi al contenuto del lavoro di natura organizzativa.
Contesto lavorativo
Cultura organizzativa
Ruolo nell’ organizzazione
Sviluppo di carriera
Autonomia
Decisionale/controllo
Relazioni interpersonali sul
Lavoro
Interfaccia famiglia/lavoro
Contenuto del lavoro
Ambiente di lavoro e
attrezzature
Pianificazione dei compiti
Carico/ritmi di lavoro
Orario di lavoro

La valutazione dello stress correlato con l’attività lavorativa, pertanto, risulta una operazione quanto mai complessa, in quanto deve consentire di quantificare e rendere oggettiva l’espressione di un fenomeno tipicamente legato ad una risposta soggettiva a sollecitazioni esterne.

Diversi sono i metodi proposti per la valutazione. Si ritiene, tuttavia, che il modello Management Standards approntato dall’Health and Safety Executive(HSE) ed adeguato alle esigenze della normativa italiana dall’ISPESL sia, per come progettato, significativamente adatto a garantire un adeguato approccio organizzativo, di tipo sistemico.
Occorre innanzitutto precisare che, per l’intero processo valutativo, è opportuno che il datore di lavoro si avvalga della collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del Medico competente, ma anche del Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza; è inoltre consigliato il coinvolgimento di altre figure interne all’impresa: direttore del personale, lavoratori anziani, lavoratori esperti, nella convinzione che una valutazione condivisa e partecipata consenta una più adeguata rappresentazione delle condizioni organizzative e permetta l’adozione di provvedimenti mirati ed efficaci.

Nella seconda parte dell’articolo, presenteremo il metodo proposto, associando, alle diverse fasi di attuazione, gli elementi significativi del ciclo di Deming, costituenti l’ossatura di ogni modello di organizzazione: Pianificazione,Attuazione, Verifica, Riesame.

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