V Rapporto ReNaM: INAIL diffonde i dati sull’esposizione all’amianto

Da 10 gennaio 2016Salute & Sicurezza
Rapporto Renam

INAIL riporta la pubblicazione del V Rapporto del Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM) sui dati di incidenza e di esposizione ad amianto per i casi di mesotelioma maligno rilevati dalle reti dei Centri Operativi Regionali.

I dati che riguardano l’Italia indicano il nostro Paese come uno dei Paesi al mondo maggiormente colpiti dall’epidemia di malattie amianto correlate: sono oltre 3.748.550 le tonnellate di amianto grezzo prodotto nazionalmente nel periodo dal 1945 al 1992 e 1.900.885 le tonnellate di amianto grezzo importato nella stessa finestra temporale.

Il Rapporto Renam riporta dati compresi nel periodo 1993 – 2012: sono 21.463 i casi di mesotelioma maligno (MM) analizzati; nel 93% dei casi interessa la pleura; sono presenti inoltre 1.392 casi peritoneali (6,5%), 51 e 65 casi rispettivamente a carico del pericardio e della tunica vaginale del testicolo. Fino a 45 anni la malattia è rarissima (solo il 2% del totale dei casi registrati). L’età media alla diagnosi è di 69,2 anni senza differenze apprezzabili per genere (70,2 anni nelle donne e 68,8 negli uomini). Sul Registro, spiega INAIL viene anche pubblicato regolarmente un report sull’incidenza, della sopravvivenza, della distribuzione dei rischi di esposizione, della presenza di cluster territoriali di casi e su numerosi altri ambiti di ricerca.

Il Rapporto Renam descrive anche le mansioni coinvolte nell’esposizione, riporta le schede sintetiche per ciascun settore di attività economica e le schede informative per ogni regione. Nel Rapporto si distingue l’uso dell’amianto per comparti produttivi sulla base dei dati della sorveglianza sanitaria.

Per il futuro il Rapporto Renam sta estendendo l’attività di sorveglianza ai tumori di sospetta origine professionale ed in particolare ai tumori del polmone, della laringe e dell’ovaio, per i quali recentemente l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC) ha confermato la evidenza di correlazione causale con l’inalazione di fibre aerodisperse di amianto, il tutto in un’ottica di maggiore prevenzione, analogamente a quanto già realizzato per la sorveglianza epidemiologica dei casi di mesotelioma maligno.

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