Tutela ambientale: i progetti riportati nella relazione UNI 2014

Da 1 Luglio 2015Energia & Ambiente
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Nella Relazione UNI 2014, riportata nella precedente notizia, sono riportati i risultati dell’attività di normativa tecnica realizzata nel settore della sicurezza. Ma il 2014 è stato un anno cruciale anche per il settore della tutela ambientale con la pubblicazione di documenti chiave riassunti nella Relazione UNI.

La Relazione UNI 2014 ricorda innanzitutto l’attività dei vari gruppi di indirizzo e coordinamento CEN, in particolare il SABE Styrategic Advisory Body on Environment e annuncia la riorganizzazione in campo ambientale che vede coinvolti al momento i settori del biowaste e della caratterizzazione di terreni e fanghi, ma che si espanderà a tutti i settori, anche nell’ottica delle nuove sfide del Climate Change e della Circular Economy.

In fase di studio le problematiche legate alla presenza di sostanze pericolose nei prodotti e all’utilizzo razionale delle risorse idriche: elaborato un position paper in risposta alla consultazione della Commissione Europea sul Wastewater reuse, in cui sono identificate alcune priorità a breve, medio e lungo termine che necessitano di essere affrontate a livello europeo.

Un ruolo principe lo riveste però l’aggiornamento della ISO 14001 sui sistemi di gestione ambientale. La Relazione UNI 2014 ricorda che la direzione verso cui tendono i Paesi extraeuropei, e non solo, nell’ottica della sostenibilità ambientale a 360° è chiaramente indicata dalla produzione di norme come la ISO 14046Water Footprint. Principles, requirements and guidelines” sull’impronta idrica di prodotti, processi e organizzazioni, la ISO/TS 14072Environmental management. Life cycle assessment. Requirements and guidelines for organizational LCA” e la ISO/TS 14071Environmental management. Life cycle assessment. Critical review processes and reviewer competencies: Additional requirements and guidelines to ISO 14044:2006” sulla valutazione del ciclo di vita e la UNI CEN ISO/ TS 14067Greenhouse gases. Carbon footprint of products. Requirements and guidelines for quantification and communication” sull’impronta climatica dei prodotti.

Infine, per quanto riguarda i biocmobustibili, la Relazione UNI 2014 ricorda la pubblicazione della serie UNI EN ISO 17225 sui biocombustibili solidi (pellet, legna, bricchette…) e della UNI TS 11553 sui combustibili solidi secondari (CSS) ottenuti dal trattamento meccanico dei rifiuti non pericolosi. Si citano poi la UNI EN ISO 9806 sui metodi di prova per i collettori solari termici così come la UNI TS 11567 che fornisce linee guida per la qualificazione degli operatori economici della filiera di produzione del biometano.

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