Terre e rocce da scavo: novità in vista

Da 17 Marzo 2016Energia & Ambiente

Il Governo sta lavorando da novembre ad uno schema di DPR che introduce un Regolamento per la gestione delle terre e rocce da scavo nel tentativo di realizzare un testo unico per la materia.

Il decreto era già previsto dall’art. 8 del DL 133/2014 (DL sulla digitalizzazione PA e dissesto idrogeologico, conv in L.11 novembre 2014, n. 164).

Durante il Consiglio dei Ministri dello scorso 6 novembre 2015 si erano fissati i principi da seguire, ispirati alla massima semplificazione procedurale.

Il futuro Decreto disciplinerà lo schema di regolamento:

– il riutilizzo nello stesso sito di rocce e terre da scavo qualificate sottoprodotti;

– il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti:

– la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica;

A seguito della sua approvazione in Consiglio dei Ministri, il provvedimento è stato sottoposto a consultazione pubblica dal 19 novembre. Pertanto, il Ministero dell’Ambiente ha reso note i risultati della consultazione pubblica ed ha espresso le proprie controdeduzioni alle osservazioni trasmesse all’amministrazione dagli operatori di settore.

In una tabella a tre colonne il Ministero ha indicato la domanda posta dalla consultazione, la sintesi delle osservazioni formulate raggruppate per categorie omogenee, le controdeduzioni del Ministero e la discendente riformulazione del testo del provvedimento.

Le domande sono 23 e riguardano diversi aspetti del futuro provvedimento, dalle definizioni ai criteri elencanti nell’articolo 4 volti a qualificare le terre e rocce da scavo come sottoprodotti. Altri punti trattati sono quelli sulle semplificazioni proposte e sulla loro capacità di semplificare realmente il quadro normativo vigente, in particolare anche in materia di deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti e soprattutto il rapporto esistente tra il deposito temporaneo disciplinato dall’articolo 183, del Codice Ambiente e la fattispecie disciplinata dall’articolo 23 dello schema di regolamento (Domanda 16)

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