Conseguenze disastrose dello smog: i dati

Da 14 Marzo 2019Energia & Ambiente
smog

Lo Smog uccide.

Può sembrare una affermazione estrema, una esagerazione, ma i dati raccolti e che destano sempre più preoccupazione sono stati raccolti da epidemiologi di ben 8 diversi Paesi.

Sono numeri disastrosi quelli diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) oltre che da diversi studi volti a descrivere la situazione allarmante sull’aria che respiriamo.

La stima è chiara quanto disastrosa: ogni 5 secondi una persona muore per cause direttamente collegate allo smog, che ci potremmo figurare come un fenomeno simile ad una vera e propria guerra.

Parlando sempre di numeri, e in riferimento alle polveri sottili presenti nell’aria, sono il 92% degli abitanti del Pianeta a respirare tale aria inquinata, con limiti di soglia di gran lunga superiori a quelli consentiti. Tale fenomeno causerebbe circa 9 milioni di decessi l’anno.

Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ogni anno nel Vecchio Continente le morti premature da imputare allo smog sono circa 500 mila.

L’inquinamento atmosferico fa riferimento anche alle abitazioni, che a causa dei dei combustibili fossili utilizzati per riscaldare gli ambienti, fanno sì che una notevole percentuale di soggetti colpiti respiri aria tossica nella propria casa.

Oltre ai danni concreti dello smog, ci sono anche inevitabili ricadute sull’umore, oltre che diverse

malattie che peggiorano la qualità della vita di chi lo subisce: pensiamo ad esempio asma, tumore ai polmoni, problemi cognitivi.

Guardando all’Italia nello specifico, purtroppo risultiamo, per l’EEA, il Paese europeo con maggior tasso di inquinamento, soprattutto nella parte settentrionale. Purtroppo, tra i temi ambientali oggetto anche di disputa politica, il tema dello smog e dell’inquinamento in generale non gode del rilievo che dovrebbe avere. Nel frattempo le stime e i dati prospettici non promettono cambiamenti ma, al contrario, vedono in crescita i dati allarmanti già raccolti

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