Smog e demenza: c’è correlazione?

Da 2 Aprile 2020Salute & Sicurezza
Smog e demenza

Diversi studi negli ultimi anni hanno analizzato la possibile incidenza che ha lo smog sul funzionamento cerebrale e sulla demenza.

L’ipotesi è che lo smog agisca sul  cervello danneggiandolo, che riesca a penetrarlo attraverso particelle inquinanti  e che vada a danneggiare il sistema cardio- vascolare umano, favorendo quindi problematiche di salute come l’ictus.

Ecco cosa rivela in proposito uno studio diretto da Giulia Grande, una scienziata italiana che lavora presso l’istituto karolinska di Stoccolma e pubblicato sulla rivista Jama Neurology.

La ricerca di Giulia Grande

La ricerca ha coinvolto quasi 3000 individui di età media 74 anni, il cui stato di salute è stato monitorato per un tempo medio di 11 anni. Nel corso del periodo sono stati registrati 364 casi di demenza. Gli esperti hanno confrontato i livelli di smog cui gli anziani sono stati esposti anno dopo anno.

“Abbiamo scoperto – spiega Grande all’ANSA – che il rischio di demenza cresce al crescere dei livelli di inquinamento atmosferico (nel nostro studio abbiamo valutato il particolato fine PM2.5 e gli ossidi di azoto)”. “Il rischio di demenza aumenta del 50% per un aumento della concentrazione di PM2.5 di 0,88 µg/m3 (microgrammi/metro cubo) e che il rischio di demenza aumenta del 14% per un incremento di 8,35 µg/m3 della concentrazione di ossidi di azoto”. “Nello studio osserviamo anche un importante ruolo delle malattie cardiovascolari e in particolar modo di ictus alla base dell’associazione tra smog e demenza – continua: abbiamo calcolato che quasi il 50% dei casi di demenza da inquinamento era dovuto allo sviluppo di ictus“.

Ha poi aggiunto:

“Siamo stati in grado di identificare 364 casi di demenza e abbiamo osservato che coloro che hanno sviluppato demenza sono stati esposti a livelli di inquinamento atmosferico maggiori nei cinque anni precedenti la comparsa della demenza – il che è statisticamente significativo.

Nel nostro studio, virtualmente tutte le associazioni tra inquinamento atmosferico e demenza sembrano passare attraverso la presenza o lo sviluppo di disturbi cardiovascolari, aggiungendo ulteriori motivi per ridurre le emissioni e ottimizzare il trattamento dei disturbi cardiovascolari concorrenti e legati ai fattori di rischio, particolarmente per le persone che vivono nelle zone più inquinate delle nostre città”.

Ma anche altri studi incrementano le prove che l’inquinamento mina la salute del cervello

Lo studio di Iain Carey a Londra

Vivere nelle aree cittadine più inquinate aumenta del 40% il rischio di demenza rispetto ad abitare in aree urbane poco trafficate.

È il dato emerso da uno studio di Iain Carey, del Population Health Research Institute presso la St George’s, University di Londra insieme ai colleghi del King’s College London.

In questo nuovo studio, condotto in una capitale europea, sono stati coinvolti quasi 131 mila individui di età compresa tra 50 e 79 anni, tutti residenti nell’area metropolitana di Londra. I ricercatori hanno suddiviso il campione in 5 sottogruppi a seconda del livello di inquinamento nel quartiere di residenza di ciascuno. Nel periodo di osservazione sono stati diagnosticati oltre 2100 casi di demenza tra i partecipanti.

È emerso che a parità di altri fattori influenti come gli stili di vita, gli adulti che abitavano in zone cittadine più inquinate presentavano un rischio di demenza del 40% maggiore rispetto alle persone residenti nelle aree meno inquinate.

Risiedere in zone dove l’inquinamento atmosferico è elevato aumenterebbe il rischio di sviluppare demenza. A sostenerlo uno studio condotto dai ricercatori del Karolinska Institutet, secondo i quali vi sarebbe quantomeno un punto in comune tra chi soffre della patologia e le alte concentrazioni di smog: i pazienti presenterebbero anche disturbi a carattere cardiovascolare.

Secondo i ricercatori gli anziani che risiedono nelle aree a maggiore inquinamento atmosferico dovrebbe essere assistiti in maniera più approfondita, in quanto le concentrazioni di smog influirebbero in maniera netta nello scatenarsi della patologia.

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