Sicurezza sul lavoro: ultimi aggiornamenti

Da 6 Maggio 2019Salute & Sicurezza

Nel 2003 l’Organizzazione internazionale del lavoro ha istituito la Giornata mondiale per la Salute e la Sicurezza sul lavoro. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha detto lo scorso 28 Aprile in occasione della scorsa Giornata mondiale per la Salute e la Sicurezza sul lavoro: “purtroppo si continua a morire come si moriva 50 anni fa”. Dall’inizio dell’anno ci sono stati infatti 200 decessi.

Un rapporto recente del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia del lavoro) è stato evidenziato come il tasso di irregolarità nelle aziende sia aumentato di oltre il 3% nel solo ultimo anno.

Nel 2018 in Italia c’è stato un aumento del 10% del numero di morti, circa 641 mila lavoratori, operanti prevalentemente nel settore privato, sono stati vittime di incidenti sul lavoro. Nel periodo temporale che comprende gli anni 2017 e 2018, il numero più elevato di infortuni mortali riguardante i lavoratori in servizio, si è registrato a Crotone, seguito da Isernia e Campobasso.
Nei primi due mesi del 2019 le denunce di infortuni sul lavoro presentate all’Inail sono state 100.290, oltre 4000 casi rispetto al primo bimestre del 2018 ( 96.121 casi) . Aumentano gli infortuni sul lavoro delle donne, in particolare quelli in itinere: oltre la metà dei casi mortali avviene nel tragitto di andata e ritorno tra casa e lavoro, cariche di stanchezza per doppio lavoro domestico e stress.

A febbraio 2019 il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato del 2,6% nella gestione Industria e servizi (dai 72.344 casi del 2018 ai 74.252 del 2019), del 7,4% in Agricoltura (da 4.321 a 4.640) e del 10,0% nel Conto Stato (da 19.456 a 21.398). L’analisi a livello territoriale evidenzia un aumento delle denunce di infortunio in tutte le ripartizioni geografiche: Nord-Ovest (+4,9%), Nord-Est (+5,2%), Centro (+4,6%), Sud (+1,0%) e Isole (+4,1%). Tra le regioni con gli incrementi percentuali maggiori spiccano l’Umbria (+13,4%), la Sardegna, le Marche e la Basilicata (intorno al +10%), mentre i decrementi, seppur modesti, sono circoscritti a Valle d’Aosta, Calabria, Abruzzo e Puglia.

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