Rifiuti e cambiamenti climatici: il Ministero Ambiente detta le Strategie nazionali

Da 4 dicembre 2013Energia & Ambiente
rifiuti e cambiamenti climatici

Ancora una volta il blog Uninform – ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza torna ad occuparsi ancora una volta di un tema particolarmente caro alla platea di appassionati ed entusiasti lettori, oltre che sempre più attuale che mai: l’impatto della gestione dei rifiuti nei confronti della qualità dell’aria. Pertanto oggi, parleremo nello specifico di rifiuti e cambiamenti climatici.

Il Ministero dell’Ambiente ha redatto nel mese di ottobre due importantissimi documenti che incidono significativamente sulle strategie nazionali in materia di rifiuti e qualità dell’aria italiani.

Con decreto direttoriale del 7 ottobre 2013 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 245 del 18-10-2013, SS n.11), il Ministero detta il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti che fissa gli obiettivi di prevenzione al 2020: riduzione del 5% della produzione di rifiuti urbani per unità di Pil, riduzione del 10% della produzione di rifiuti speciali pericolosi e del 5% per quelli speciali non pericolosi. Previsti anche indicatori specifici finalizzati alla valutazione dell’efficacia dei singoli interventi/progetti e un Tavolo di lavoro permanente che coinvolge i soggetti pubblici e i portatori di interesse attivi nell’attuazione delle misure previste dal Programma.

Il secondo documento prodotto è la bozza del 29 ottobre, di Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici che analizza l’impatto dei cambiamenti climatici in Italia, redatto sulla base di rapporti ed articoli tecnici dell’Agenzia Europea dell’Ambiente.

La Strategia si esplica in aree di azione su specifiche problematiche ambientali (Desertificazione, degrado del territorio e siccità, Dissesto idrogeologico, Biodiversità ed ecosistemi, ecc.) e fornisce un quadro di riferimento per l’adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Il Documento intende promuovere la partecipazione ed aumentare la consapevolezza dei portatori di interesse nella definizione di strategie e piani di adattamento attraverso un ampio processo di comunicazione e dialogo, anche al fine di integrare l’adattamento all’interno delle politiche di settore in maniera più efficace.

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