Responsabilità sociale d’impresa, dalla maggiore diffusione alla richiesta di esperti qualificati

Da 26 marzo 2014Qualità

Cari lettori buongiorno. Quest’oggi la Redazione delblog Uninform ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente, all’Energia ed alla Sicurezzadesidera inizia la giornata alla grande condividendo con tutti voi un interessantissimo articolo di Antonio Mazzucca dedicato alla Responsabilità Sociale d’Impresa, un tema sempre più dibattuto e appassionante e che, ne siamo certi, catalizzerà l’attenzione di tutta la nostra affollata platea di lettori.

 

La responsabilità sociale di impresa è una tematica che si sta facendo sempre più strada nel contesto industriale italiano (e non solo), sempre più propenso ad una valutazione dell’impatto dell’attività economica dell’impresa nel contesto socio-economico in cui si trova ad operare, per aumentare la propria competitività sul mercato e garantire agli occhi della collettività unmodello di sviluppo sostenibile.

 

E per questo, gli esperti di responsabilità sociale rappresentano sempre di più una nuova risorsa, fondamentale per garantire il rispetto d’impresa di prescrizioni socio-economiche sempre più specifiche.

 

Fra gli standard che si occupano di misurare e gestire la Responsabilità sociale di impresa (CSR) figurano lo standard SA8000 fra i più diffusi ed applicabile ad aziende di qualsiasi settore, per valutare il rispetto da parte delle imprese ai requisiti minimi in termini di diritti umani e sociali.

 

Inoltre nel 2010 il Gruppo ISO sulla Responsabilità sociale delle imprese(Working Group Social Responsibility), ha ideato una nuova norma sulla responsabilità sociale: la ISO 26000 per assicurare lo sviluppo della Responsabilità sociale in un contesto di economia globalizzata, così da assecondare il passaggio ad una economia “sostenibile”.

 

La ISO 26000 è prossima ad un aggiornamento (che avviene ogni 5 anni) in vista di una possibile certificazione in materia: nel frattempo, UNIFondazione Sodalitas hanno pubblicato un interessante studio, (riportato dall’UNI ) sull’applicazione della UNI ISO 26000 in Italia, registrando una maggiore infiltrazione della norma nel contesto nazionale, ma uno scarso coinvolgimento dei cosiddetti stakeholder aziendali (clienti e fornitori)

 

Secondo lo studio, l’integrazione della Responsabilità Sociale è di competenza della Direzione Generale, che l’affida spesso ad un Responsabile CSR o più raramente ai Responsabili Qualità/Sicurezza/Ambiente o ai Responsabili Risorse Umane (17%): laresponsabilità sociale coinvolge tutti i soggetti di una organizzazione aziendale e anche, e dovrebbe riguardare soprattutto clienti, fornitori, comunità locale, anche se dallo studio emerge ancora uno scarso coinvolgimento di questi ultimi.

 

La ricerca condotta ha riguardato un campione di aziende eterogeneo (87% imprese, 5% pubbliche amministrazioni, 4% Società di Ricerca e Consulenza, 4% altro) che opera prevalentemente nel settore manifatturiero (48%), bancario (18%), agroalimentare e dei servizi (entrambe al 13%), coprendo non solo il mercato nazionale ma, nel 48% dei casi, anche contesti europei ed extraeuropei.

 

Le imprese esaminate sono soprattutto grandi (44%); il restante è medio (39%); il restante 17% del totale è rappresentato dalle piccole imprese.

 

Nella ricerca si ricordano anche i sette ambiti su cui si esplica laResponsabilità Sociale secondo la UNI ISO 26001 ovvero la governance, diritti umani, rapporti e condizioni di lavoro, ambiente, corrette prassi gestionali, rapporto con i consumatori, coinvolgimento e sviluppo della comunità; in base allo studio UNI-SODALITAS l’implementazione della CSRha riguardato per lo più i rapporti e le condizioni di lavoro (4,35 in una scala da 1 a 5) e l’ambiente (4,3), e solo in minima parte la governance e le corrette prassi gestionali (4,2).

 

Per il 61% del campione l’applicazione della UNI ISO 26000 è utile a condurre un’accurata gap analysis in materia di Responsabilità Sociale, il 50% delle aziende intervistate ha ricordato che la maggiore difficoltà è passare ad un’analisi di materialità che permetta di definire Piani d’azione e obiettivi di miglioramento.

 

Nonostante la UNI ISO 26000 non abbia trovato in Italia completa attuazione le organizzazioni, sia pubbliche che private, stanno acquisendo sempre maggior consapevolezza della necessità e dei vantaggi di adottare uncomportamento socialmente responsabile.

 

È pertanto necessario che chi opera nell’implementazione dei sistemi di gestione della Qualità, Sicurezza e Ambiente conosca anche il valore che può rivestire la responsabilità sociale d’impresa per un’azienda chiamata ad operare a contatto non solo con particolari stakeholders, ma anche in un contesto socio-ambientale specifico, che richiede il rispetto di specifiche esigenze socio-economiche.

Il Master Quality®, Esperti in Sistemi di Gestione Aziendale Qualità Ambiente Energia Sicurezza della Uninform si occupa anche dello studio della Responsabilità sociale attraverso l’analisi e l’apprendimento deiprincipi della SA 8000 (Social Accountability), uno standard internazionale di certificazione redatto dal CEPAA, volto a certificare alcuni aspetti della gestione aziendale attinenti alla responsabilità sociale d’impresa (ovvero il rispetto dei diritti umani,dei diritti dei lavoratori,sfruttamento dei minori,garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro).

L’intrecciarsi della responsabilità sociale con le tematiche ambientali e di sicurezza, nonché con il rispetto di principi etici del lavoro permette all’azienda di avere una buona integrazione nell’ambiente locale fornendoposti di lavoro sicuri e salubri, prestazioni economiche nel contesto territoriale di riferimento ed assicurando entrate fiscali alle zone che ospitano l’attività imprenditoriale.

 

L’importanza di questa tematica è riconosciuta anche nel dettagliato programma di studi del Master Quality di Uninform Group, in partenza il 17 febbraio prossimo. Al termine dei due mesi di formazione in aula, sarà possibile acquisire, fra gli altri anche l’Attestato di Valutatore Sistemista SA 8000, con l’obiettivo di realizzare una responsabilità sociale d’impresapiù competitiva, che indirizzi la propria attività in una direttrice “sostenibile” e rispettosa dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori.

 

Le tematiche di responsabilità sociale verranno sviluppate in uno dei moduli interdisciplinari dedicato alla tematica in oggetto, e che analizza lacertificazione in conformità alla SA 8000 con attenzione alle parti interessate e all’implementazione di un sistema di gestione della responsabilità sociale.

Fra le tematiche connesse alla responsabilità sociale saranno trattate laproblematica del lavoro infantile, il rispetto delle pratiche di salute e sicurezza, l’attenzione per la libertà di associazione e contrattazione collettiva, le pratiche disciplinari, ma anche il controllo sui fornitori.

 

Verranno poi sviscerate i programmi di audit sui requisiti SA 8000 in ottica di loro valutazione, con riferimento alla legislazione nazionale di riferimento.

 

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