Rapporto ecomafie 2017 di Legambiente

Da 4 Luglio 2017Energia & Ambiente
ecomafie 2017

Il nuovo rapporto di Legambiente relativo alle Ecomafie 2017 delinea un trend decisamente positivo rispetto agli anni passati. Nel 2016 i reati ambientali sono scesi del 7%. Restano 71 al giorno, quasi 3 ogni ora, ma diminuiscono. Probabilmente questo è dovuto anche alla legge sugli ecoreati entrata in vigore nel 2015 che ha introdotto nel codice penale “nuovi delitti” contro l’ambiente. Sono cinque: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo e omessa bonifica.

In 12 mesi i procedimenti penali conclusi definitivamente con condanne di primo grado sono aumentati di quasi il 45%, interrompendo il trend negativo registrato negli ultimi due anni.

reati ambientali accertati in tutta Italia per il 2016 sono stati 25.889: 71 al giorno, tre ogni ora. Il fatturato delle ecomafie, a livello nazionale, vale secondo Legambiente 13 miliardi.
Un’altra tendenza positiva è il calo del fatturato delle ecomafie che si attesta a quota 13 miliardi di euro (meno 32% rispetto all’anno precedente) grazie soprattutto alla riduzione della spesa pubblica per opere infrastrutturali nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso e al lento ridimensionamento del mercato illegale. Ma aumentano i reati legati al ciclo illegale dei rifiuti e gli incendi, che hanno devastato più di 27 mila ettari.

Nella classifica regionale degli illeciti la Campania è sempre in testa, il Lazio è la prima regione del centro Italia e la Liguria è la prima del Nord. 533 sono le infrazioni registrate nel Lazio, per un totale di 564 denunce, 19 arresti e 180 sequestri. Un terzo – 199 – riguarda la sola Capitale, che si piazza quindi al terzo posto come peggior provincia in termini di illegalità nel ciclo dei rifiuti.

I numeri raccontano comunque di una forte presenza ecomafiosa nel Lazio. Tra le peggiori dieci province si registra anche Frosinone, che vede 101 infrazioni e si classifica al 9° posto.

Ancora troppi rifiuti sono smaltiti illegalmente. Il Lazio porta a casa quest’anno il primato per i reati di corruzione ambientale, passando dal terzo posto del precedente rapporto Legambiente al primo.

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