Quanto costa in termini ambientali la produzione di pane?

Da 13 Marzo 2017Energia & Ambiente
pane

Torniamo ad occuparci ancora una volta di tematiche ambientali sul Blog Quality di Uninform Group. Una importante ricerca britannica dell’Università di Sheffield pubblicata sulla rivista Nature Plants ha evidenziato come la produzione di pane abbia un impatto ambientale molto forte a causa dei fertilizzanti utilizzati nella coltivazione del grano. La ricerca ha riguardato tutte le fasi di produzione del pane dal coltivazione del grano alla distribuzione finale.

La coltivazione del grano ha un impatto tremendo a causa del rilascio dei gas climalteranti. A causa del sovraffollamento del pianeta, si dovrebbero trovare nuovi metodi di produzione di cibo sano e a buon prezzo, tutelando allo stesso tempo l’ambiente e la biodiversità. Acquistando del pane al supermercato il costo si aggira su pochi euro al kilo, invece il prezzo per l’ambiente è totalmente diverso.

E’ stato calcolato infatti attorno al mezzo kilo di anidride carbonica. Una pagnotta da 800 grammi prodotta nel Regno Unito ha un costo in termini di emissioni pari a 0,589 chilogrammi di CO2.  Ogni pagnotta incorpora il riscaldamento globale derivante dai fertilizzanti applicati nei campi degli agricoltori per aumentare il loro raccolto di grano. Questo deriva dalla grande quantità di energia necessaria per produrre il fertilizzante e dal gas di ossido di azoto rilasciato quando viene degradato nel suolo. In particolare il nitrato d’ammonio, usato come fertilizzante, è la causa del 43% delle emissioni. L’alta produttività dell’agricoltura, necessaria per il profitto dei coltivatori richiede l’applicazione di fertilizzanti relativamente economici.

I ricercatori britannici evidenziano un elemento chiave della sfida alla sicurezza alimentare ovvero il dovere di non preoccuparsi solo di fare soldi, ma anche di fornire una sicurezza alimentare sostenibile a livello globale. Fino al 60% dei raccolti nel mondo viene coltivato con l’aiuto di fertilizzanti a base di metano, anidride carbonica, ammoniaca e azoto, che se da un lato accelerano la crescita delle piante, dall’altro sono responsabili di massicce emissioni dannose. L’agricoltura è oggi responsabile di un terzo delle emissioni serra globali.

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