Qualità della pasta a rischio in Italia

Da 8 Ottobre 2018Qualità

In occasione della terza edizione del congresso internazionale “From seed to pasta” che si è svolto a Bologna dal 19 al 21 Settembre scorso è stato lanciato un nuovo allarme nella filiera agroalimentare italiana: la qualità della pasta è a rischio perché in oltre la metà delle superfici coltivate a frumento duro viene utilizzato seme non certificato.  A lanciare tale allarme è Assosementi, l’Associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane.

Tra alcuni agricoltori, fa sapere Assosementi, si sta diffondendo la falsa convinzione che l’impiego di seme non certificato permette un risparmio significativo nei costi di produzione. “Per garantire ai consumatori la costante qualità della pasta – ha dichiarato il presidente della Sezione Cereali di Assosementi, Franco Brazzabeni – occorre partire dal seme certificato, strumento indispensabile per valorizzare produzioni ad alto valore aggiunto e garantire la salubrità del prodotto”.

“Il costo della certificazione del seme non incide per più di un 2% sulle spese di produzione sostenute dall’agricoltore per ogni ettaro. Siamo convinti che la collaborazione lungo tutta la filiera possa sia il punto di partenza per risolvere le criticità del settore cerealicolo. Per questo motivo lo scorso Luglio abbiamo aderito al Protocollo d’Intesa a difesa del grano duro di cui fanno parte altre sette associazioni di categoria. Inoltre, abbiamo dato vita a una nuova campagna Seme certificato: 5 ragioni per sceglierlo, con l’obiettivo di sensibilizzare gli agricoltori sulle garanzie e i vantaggi offerti dal seme certificato” ha concluso Brazzabeni.

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