Pubblicate le statistiche INAIL sugli infortuni occorsi nel 2010. I dati sono davvero confortanti

Da 2 aprile 2011Salute & Sicurezza
relazione annuale inail sicurezza

Quest’oggi sul blog UninformANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza torniamo a parlare ancora una volta di un tema particolarmente caro ai nostri affezionati e numerosi lettori, la Sicurezza sul Lavoro.

Le statistiche INAIL recentemente pubblicate, relative alle statistiche degli infortuni accaduti nel 2010, evidenziano un sostanziale calo degli incidenti sul lavoro. Rimane comunque un dato allarmante considerato che ogni giorno, in Italia, 3 persone muoiono per la sola colpa di essere al lavoro!! Senza contare che, sempre ogni giorno, altri duemila lavoratori si infortunano, con varie conseguenze, spesso invalidanti.

Chi vive in azienda, inoltre, sa che per ogni infortunio realmente accaduto, si sono verificati almeno altri 5 incidenti, fortunatamente senza conseguenze. E’ evidente, quindi, che i numeri in gioco sono preoccupanti ed ogni giorno è potenzialmente esposto ad un danno nei luoghi di lavoro, l’equivalente della popolazione di una piccola cittadina di provincia!!

Un’analisi puramente economica del fenomeno (senza volersi addentrare in legittime e doverose valutazioni di tipo etico) rende evidenza di quali possano essere i costi sociali delle carenze in materia di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le statistiche, inoltre, ci dicono che, su 100 incidenti, mentre sono pochissimi gli infortuni dovuti a cause realmente accidentali, circa il 15 % è determinato dacondizioni insicure nei luoghi di lavoro, mentre oltre l’85 % è causato dacomportamenti insicuri assunti dai lavoratori.

Con ciò non si vuole evidentemente affermare che nell’85 % dei casi chi si infortuna ha avuto una condotta colpevolmente errata, ma si può certamente asserire che, nella stragrande maggioranza delle situazioni a rischio, il lavoratore non risulta consapevole dei pericoli che sta correndo o, più semplicemente, non conosce quale possa essere la corretta modalità con cui svolgere le attività previste.

E’ evidente, quindi, che il principale e più efficace strumento di cui disponiamo per evitare che inutilmente tanti lavoratori si infortunino (o semplicemente corrano un pericolo inutile) è costituito da una costante, perseverante, addirittura asfissiante attività di formazione ed informazione su quali siano irischi che si corrono svolgendo un lavoro e, pertanto, quale sia il modo migliore di svolgere un’attività, su quali siano le misure di prevenzione e protezione definite, su quali siano i dispositivi di Protezione Individuale adottati e su come essi si utilizzino.

Congiuntamente è necessario che tutti gli attori in gioco, dal datore di lavoro ai dirigenti, dai preposti agli stessi lavoratori, esercitino una continua e costante vigilanza sul rispetto delle norme di buona prassi e delle procedure aziendali, affinché tutto il personale sviluppi, lentamente ma costantemente, un adeguato grado di consapevolezza delle conseguenze reali o potenziali che il comportamento di ognuno ha sulle condizioni generali di salute e sicurezza nei luoghi dove, quotidianamente, opera, lavora, vive.

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