Protezione da radiazioni ionizzanti: la nuova direttiva europea

Da 10 febbraio 2014Salute & Sicurezza
radiazioni ionizzanti

Per l’ennesima volta la Redazione del blog Uninform – ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza torna ad occuparsi di una tematica particolarmente cara all’affezionata platea di lettori, la sicurezza sui luoghi di lavoro, e questa volta lo fa condividendo gli interessanti contenuti della nuova direttiva in materia di rischi derivanti da radiazioni ionizzanti emanata recentemente dal Consiglio europeo.

La Direttiva 2013/59/EURATOM del Consiglio europeo del 5 dicembre 2013 pubblicata in GUCE L 13 del 17 gennaio 2014 detta le prescrizioni di sicurezza per la protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti.

Gli Stati membri dovranno conformarvisi entro il 6 febbraio 2018, quando le direttive 89/618/Euratom, 90/641 /Euratom, 96/29/Euratom,97/43/Euratom e 2003/122/Euratom saranno definitivamente abrogate.

La direttiva mira alla protezione dei lavoratori e della popolazione contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti; si applica a chi fabbrica, produce o lavora nonché manipola e smaltisce materiali radioattivi nella Comunità europea, nonché chi tratta attrezzature elettriche che emettono radiazioni ionizzanti. La direttiva riguarda anche quelle attività svolte in presenza di sorgenti di radiazioni naturali, che determinano un significativo aumento dell’esposizione dei lavoratori o di individui della popolazione.

Inoltre, la direttiva riguarda i livelli di riferimento nazionali per le concentrazioni di radon in ambienti chiusi analizzando le possibili esposizioni di lavoratori e popolazione al radon. E richiede la definizione di un piano d’azione nazionale che affronti i rischi di lungo termine dovuti alle esposizioni al radon nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro per qualsiasi fonte di radon, sia essa il suolo, i materiali da costruzione o l’acqua in base alle considerazioni sugli aspetti individuati nell’allegato XVIII alla direttiva.

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