Prime indicazioni della Commissione Consultiva Permanente: Modelli di organizzazione e di gestione ai sensi dell’articolo 30 del D.Lgs. 81/2008 – Parte II

Da 27 agosto 2011Salute & Sicurezza
Linea Guida Applicativa UNI

Quest’oggi sul blog UninformANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza pubblichiamo la seconda parte dell’interessantissimo articolo dedicato alla Salute ed alla Sicurezza sui luoghi di lavoro condividendo le prime indicazioni della Commissione Consultiva Permanente.

Nel precedente articolo abbiamo analizzato, in virtù delle indicazioni pervenute dalla Commissione Consultiva permanente istituita presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il primo dei due processi considerati essenziali dalla circolare emanata l’11 luglio 2011, ovvero quello dell’audit interno.

Vogliamo di seguito esaminare le caratteristiche del processo di riesame della direzione e dell’applicazione del sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello, previsto dal comma 3 dell’articolo 30 del D.Lgs. 81/2008.

Il riesame della direzione costituisce lo strumento di valorizzazione, da parte del vertice aziendale, delle attività di monitoraggio poste in essere (compresi gli audit interni).

Argomenti tipici del riesame possono essere:

  • stato di valutazione degli incidenti (con o senza infortuni) delle azioni correttive e delle azioni preventive
  • risultati degli audit interni
  • rapporti sulle emergenze (reali o simulate)
  • rapporti del responsabile designato dalla direzione sulle prestazioni complessive del sistema
  • rapporti sulla identificazione dei pericoli e sulla valutazione e controllo dei rischi
  • risultati delle attività di consultazione e di partecipazione dei lavoratori, e le comunicazioni provenienti dalle parti interessate
  • prestazioni del SGSSL
  • grado di raggiungimento di obiettivi e traguardi

In conclusione del riesame, oltre a valutare lo stato di conseguimento degli obiettivi già fissati, l’Alta Direzione (intesa anche come un soggetto sovraordinato al Datore di Lavoro), alla luce dei risultati forniti dal monitoraggio del sistema, della esecuzione delle azioni correttive e preventive e delle eventuali modifiche della situazione, dovrebbe stabilire nuovi obiettivi e piani, nell’ottica del miglioramento progressivo, considerando l’opportunità di modificare la politica, le procedure o eventuali altri elementi del sistema.

L’adozione di questo strumento di autovalutazione e di gestione, tuttavia, non deve costituire una delega integrale dell’alta direzione nella detenzione dei poteri di sorveglianza e controllo che la legislazione comunque gli assegna.

Infatti, la circolare evidenzia comunque come i processi di audit e riesame rappresentino un effettivo sistema di controllo solo quando prevedano il ruolo attivo e documentato anche del soggetto che ricopre questa posizione organizzativa preminente.

L’alta direzione, quindi dovrà avere un ruolo attivo nella valutazione degli obiettivi raggiunti e dei risultati ottenuti, nonché delle criticità riscontrate rispetto alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Per una organizzazione, quindi, che abbia deciso di definire e mantenere attivo un sistema di gestione per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro secondo la norma OHSAS 18001: 2007 o applicando le Linee Guida UNI INAIL del settembre 2001, l’efficace attuazione di quanto pianificato costituisce una effettiva garanzia di aver adottato adeguatamente il modello di organizzazione e gestione previsto dall’articolo 30, con l’unica eccezione di quanto previsto nell’ultimo periodo del comma 3 dello stesso: “Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, […] un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate …”.

Effettivamente, nessuno dei due standard di riferimento definisce, come requisito, l’applicazione di un sistema disciplinare, pertanto è necessario, per le organizzazioni che decidono di attuare in tal modo il modello di organizzazione, definire modalità e procedure per individuare e sanzionare i comportamenti che possano favorire la commissione dei reati ma anche il mancato rispetto delle misure previste dal modello.

Nel definire il complesso delle sanzioni disciplinari, è evidente che non si potrà prescindere dai riferimenti contrattuali applicabili, ed è altrettanto ovvio che il sistema dovrà essere adeguatamente documentato, formalizzato dall’Alta Direzione e comunicato a tutta l’organizzazione, o quantomeno ai soggetti a cui esso è rivolto.

Il documento emanato dalla commissione, infatti, individua una serie di soggetti verso i quali potrebbero essere applicate le sanzioni disciplinari; essi sono:

  • datore di lavoro (come definito dalla lett. b, c. 1, art. 2)
  • dirigenti (come definiti dalla lett. d, c. 1, art. 2)
  • preposti (come definiti dalla lett. e, c. 1, art. 2)
  • lavoratori (come definiti dalla lett. a, c. 1, art. 2).

E’ inoltre previsto che l’organizzazione dovrà definire idonee modalità per sanzionare collaboratori esterni, appaltatori, fornitori e tutti i soggetti che intrattengono rapporti contrattuali, prevedendo, per garantire l’applicazione delle sanzioni disciplinari, l’inserimento nei singoli contratti di specifiche clausole applicative con riferimento ai requisiti ed ai comportamenti richiesti dal modello, nonché, ovviamente, alle sanzioni previste per il mancato rispetto di tali requisiti.

La commissione, inoltre, ha esteso l’ambito delle responsabilità e delle sanzioni disciplinari anche a due soggetti, previsti il primo dal D.Lgs. 231/2001, il secondo dagli standard ad adesione volontaria individuati.

Essi sono:

  • l’organismo di vigilanza
  • gli auditor ed i gruppi di audit

Ad oggi, nessuna normativa cogente individuava delle posizioni di garanzia in capo a questi due soggetti, tuttavia, la commissione ha evidentemente inteso estendere una responsabilità oggettiva anche a loro carico, in quanto titolari degli elementi determinanti l’efficace funzionamento ed attuazione dei processi attuativi nei modelli di organizzazione e controllo.

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