Prime indicazioni della Commissione Consultiva Permanente: Modelli di organizzazione e di gestione ai sensi dell’articolo 30 del D.Lgs. 81/2008 – Parte I

Da 24 agosto 2011Salute & Sicurezza
modelli di organizzazione

Quest’oggi sul blog Uninform – ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza, torniamo a parlare di un tema molto caro agli affezionati e numerosi lettori – la Salute e la Sicurezza sul Lavoro – e lo facciamo pubblicando un interessantissimo articolo dedicato ai modelli di organizzazione aziendale che, per ragioni di spazio, divideremo in due parti.

L’articolo 6 del D.Lgs. 81 / 2008 istituisce, presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, composta da:

  • rappresentanti del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, della Presidenza del Consiglio dei Ministri — Dipartimento per le pari opportunità e Dipartimento della funzione pubblica, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero dell’interno, del Ministero della difesa, del Ministero delle infrastrutture, del Ministero dei trasporti, del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, del Ministero della solidarietà sociale
  • rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano
  • esperti designati delle organizzazioni sindacali e dalle organizzazioni datoriali

Fra i numerosi compiti assegnati alla Commissione, vi sono fra gli altri quelli di:

  • esaminare i problemi applicativi della normativa e formulare proposte per il relativo sviluppo e perfezionamento
  • definire le attività di promozione e le azioni di prevenzione della salute e sicurezza
  • validare le buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • elaborare le procedure standardizzate di effettuazione dellavalutazione dei rischi e redazione del documento di valutazione, anche in relazione ai rischi da interferenza connessi con i contratti d’appalto o d’opera
  • elaborare i criteri finalizzati alla definizione del sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi
  • elaborare criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro
  • elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato
  • indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale ai fini dell’articolo 30

Proprio in virtù di quest’ultima attribuzione, sono pervenuti i primi chiarimenti sull’adozione ed efficace attuazione del modello di gestione e controllo adottato in conformità con la OHSAS 18001: 2007 e con le Linee Guida UNI INAIL (edizione 2001), soprattutto in relazione al sistema disciplinare da adottare.

Il primo elemento che vogliamo portare all’attenzione dei lettori riguarda l’attuazione del sistema di controllo previsto dal comma 4 dell’art. 30: “Il modello organizzativo deve prevedere un idoneo sistema di controllo sull’attuazione del medesimo e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate.

Il riesame e l’eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell’organizzazione e nell’attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico.”

La circolare individua questi requisiti nella combinazione di due processi significativi dei sistemi di gestione: gli audit interni ed il riesame della direzione.

Gli audit interni sono lo strumento attraverso il quale l’organizzazione monitora i processi di valutazione, gestione e riduzione dei rischi e quindi consentono di individuare le carenze strutturali ed organizzative necessarie per una efficace attuazione del modello.

Il monitoraggio sulla funzionalità del sistema (o audit interno) ha infatti lo scopo di stabilire se il sistema è conforme a quanto pianificato, è correttamente applicato, mantenuto attivo e consente di raggiungere gli obiettivi.

Questa attività di monitoraggio dovrebbe consentire al vertice aziendale l’adozione delle decisioni strategiche di propria competenza, in quanto è previsto che i risultati di tali monitoraggi siano portati a conoscenza dell’alta direzione.

L’audit, inoltre, deve essere svolto da personale competente che assicuri l’obiettività e l’imparzialità necessarie e sia indipendente dalle aree oggetto di verifica. È quindi fondamentale intendere gli audit interni come una scelta razionale e programmata, nel quadro di un complesso di verifiche miranti alla sistematica ottimizzazione ed alla garanzia del buon andamento dei processi organizzativi di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

La circolare, inoltre individua fra gli elementi che dovranno essere oggetto di audit anche l’effettiva applicazione del sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello, previsto dal comma 3 dell’articolo 30 del D.Lgs. 81/2008.

Nel prossimo articolo approfondiremo gli elementi caratteristici del secondo dei processi individuati come essenziali dalla circolare (il riesame della direzione) e le modalità definite per l’applicazione delle misure disciplinari.

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