E se le microplastiche fossero anche nella pioggia?

Da 18 Giugno 2020Energia & Ambiente
Microplastiche

Le microplastiche arrivano anche dal cielo, oltre ad essere ormai dappertutto: perfino in zone che crediamo incontaminate come l’Artico.

Un recente studio ha mostrato che particelle di microplastiche sono state trovate perfino nell’aria di una zona montana selvaggia.

Le troviamo, quindi, in mare (compreso negli stomaci di ogni tipo di pesce) e in montagna

Le microplastiche viaggiano alla velocità della luce e stanno inquinando tutto il mondo, finendo per alterare la catena alimentare e tutti i processi naturali.

Lo studio pubblicato su Nature Geoscienze

 

Uno studio ci dice chiaramente che le microplastiche possono viaggiare nell’aria percorrendo molti chilometri.

Come sappiamo, le microplastiche sono frammenti minuscoli di 5millimetri che derivano dalla degradazione di prodotti plastici. Le analisi dei ricercatori che hanno interessato la Francia, hanno dimostrato che ci troviamo davanti a una vera e propria pioggia di microplastiche.

Il team ha notato appunto che ogni metro quadrato cadono ogni giorno 365 frammenti di plastica (microplastiche). Nello studio viene fatta un’analisi del luogo: i Pirenei sono un’area selvaggia, incontaminata, lontana dai centri industriali. Non ci sono grandi centri agricoli e commerciali e i villaggi sono scarsamente popolati.

Eppure proprio lì, i ricercatori per cinque mesi hanno raccolto alcuni campioni di depositi atmosferici, cercando di capire se fossero presenti depositi di microplastiche e di quali tipi.

Le analisi di microscopia e spettroscopia non hanno rivelato nulla di buono, perché come dicevamo anche qui, le microplastiche trasportate dall’aria sono presenti e sicuramente sono trasportate da pioggia, neve e vento.

In sintesi, quindi, il team spiega che le microplastiche sono influenzate dagli agenti atmosferici ma non necessariamente con la presenza di aree urbane.

Una gravissima scoperta che mette in serio pericolo l’ecosistema distruggendo piante e soffocando gli animali. Ma non solo, c’è anche preoccupazione per la salute pubblica e l’impatto della loro presenza nel tessuto polmonare.

 

Lo studio pubblicato negli USA

 

Uno studio dell’Università dello Utah, pubblicato sulla rivista Science, dimostra che vengono trasportate dall’atmosfera e si muovono tra mare, terra e cielo ricalcando il più noto ciclo dell’acqua. Lo studio è stato effettuato su 11 parchi nazionali e aree protette e dimostra che sono più di mille le tonnellate all’anno le microplastiche presenti nelle piogge e che si disperdono in natura: l’equivalente di 123 milioni di bottiglie.

I ricercatori, coordinati da Janice Brahney, hanno analizzato il particolato atmosferico campionato nell’arco di 14 mesi in 11 parchi nazionali e aree protette. Di fronte ai primi risultati confessa Brahney “siamo rimasti scioccati e abbiamo ripetutamente fatto i calcoli per capire se fossero sbagliati. Abbiamo così verificato che circa il 4% delle particelle atmosferiche provenienti da queste località remote erano polimeri sintetici“.

E le stime, ammettono i ricercatori, potrebbero essere perfino sbagliate per difetto: lo studio ha infatti considerato solo le particelle colorate e non quelle bianche che sono più difficili da visualizzare.

La maggior parte delle microplastiche è costituita da microfibre derivanti da tessuti e materiali industriali. Circa il 30% delle particelle sono microsfere dai colori vivaci: fatte di acrilico, provengono probabilmente da vernici e rivestimenti di tipo industriale. Altre particelle sono invece frammenti di pezzi di plastica più grandi.

Le microplastiche che si depositano con le precipitazioni atmosferiche hanno come fonte primaria le città e i centri abitati, ma sono state individuate anche fonti secondarie che includono la ridistribuzione delle particelle reimmesse dal suolo e dalla superficie delle acque. Le particelle che ricadono al suolo solo per effetto della forza di gravità, invece, indicano l’esistenza di un meccanismo di trasporto su larga scala, perfino intercontinentale.

 

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