Inquinamento ambientale: la plastica nel mar Mediterraneo

Da 9 Gennaio 2017Energia & Ambiente
plastica nel Mar Mediterraneo

Torniamo ad occuparci di tematiche ambientali sul Blog Uninform. Un recente studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha dimostrato che il Mar Mediterraneo, il famoso “Mare nostrum” dei romani, è saturo di plastica. Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 300 milioni di tonnellate di plastica e si pensa che fino a 12 milioni di tonnellate finiscano in mare. Ovunque nel Mediterraneo sono stati trovati piccoli pezzi di plastica galleggiante, con concentrazioni tra le più alte al mondo.

Nel tratto di mare tra la Corsica e la Toscana ad esempio sono stati misurati ben 10 kg di microplastica per km quadrato. La microplastica è costituita da piccoli frammenti di plastica, minori di 2 millimetri, che non sono neppure visibili ad occhio nudo. La plastica rappresenta il principale rifiuto rinvenuto nei mari poichè costituisce dal 60% all’80% del totale dell’immondizia trovata nelle acque. E le ingenti quantità di plastica in mare, soprattutto sacchetti di plastica, causano gravi danni alla fauna marina.

Per l’ecosistema marino, i danni sono molteplici. Il pericolo più evidente per gli animali è il soffocamento. A farne le spese sono soprattutto i mammiferi marini e le tartarughe che scambiano le parti di sacchetti di plastica per meduse. Nelle tartarughe il sacchetto di plastica provoca il blocco del tratto digestivo e il conseguen­te soffocamento.

Gli ultimi risultati evidenziano la presenza di microplastiche in almeno il 30% del pescato dell’Adriatico con percentuali ancora superiori in alcune specie. Anche se la frequenza di rinvenimento delle microplastiche è elevata, il loro quantitativo negli organismi marini non è tuttavia tale da rappresentare un pericolo per la salute umana, ma certamente un campanello di allarme per la salute dell’ecosistema marino.

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