Pesticidi nelle acque

Pesticidi

Il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque, reso pubblico dall’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) fornisce dati allarmanti sull’ aggravarsi dell’inquinamento ambientale delle acque.

Sono diventati, infatti, 400 i pesticidi ricercati, sia nelle acque superficiali che in quelle sotterranee, e arrivano a 259 quelli trovati nelle acque italiane.

Nella pianura padano-veneta si rintraccia il maggior numero di pesticidi, ma tale dato potrebbe essere condizionato dal maggior numero di campioni analizzati e monitoraggi effettuati al nord rispetto al sud (più del 50%).

Nel 2016, in particolare, sono stati trovati pesticidi nel 67% dei 1.554 punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 33,5% dei 3.129 punti delle acque sotterranee, con valori superiori agli standard.

Il direttore generale di Legambiente commenta: «I dati del rapporto Ispra sulla presenza di pesticidi nelle acque mettono in luce una situazione sempre più preoccupante, nonostante il numero di vendite di prodotti tossici sia calato significativamente negli ultimi anni. Ciò nonostante ancora oggi grava su fiumi, laghi e falde un forte inquinamento. La contaminazione del 67% dei punti monitorati nelle acque superficiali e di un terzo di quelle sotterrane conferma che la strada è ancora lunga, nonostante la crescita esponenziale dell’agricoltura biologica e di pratiche sostenibili che stanno dando un contributo importante alla riduzione dei fitofarmaci, al ripristino della biodiversità e alla salute dei suoli».

Angelo Gentili, responsabile Agricoltura di Legambiente, riferisce: «L’aumento di ispezioni, promosso da Ispra, fa emergere con sempre maggiore chiarezza le criticità ancora presenti. Serve però uniformare i controlli su tutto il territorio nazionale, attuando quanto previsto dalla legge 132 del 2016 per la protezione dell’ambiente, oltre che investire maggiormente su ricerca e innovazione per l’agroecologia, verso tecniche e metodi di produzione che riducano drasticamente la dipendenza dall’uso di prodotti fitosanitari. L’agricoltura di qualità non prevede uso di pesticidi».

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