In Italia solo olio di Palma sostenibile

olio di Palma

Il Ministero dell’Ambiente italiano ha aderito alla Dichiarazione di Amsterdam confermando che si impegnerà ad importare l’olio di palma a patto che risulti raccolto nel pieno rispetto dell’Ambiente: l’Italia sceglie, quindi di importare soltanto olio di palma sostenibile.

La stessa Dichiarazione è stata sottoscritta, oltre che dall’Italia, anche da Francia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito con l’auspicio di stimolare pratiche produttive positive che considerino come imprescindibile valore aggiunto quello della sostenibilità.

Già l’evento italiano Expo 2015 aveva fatto emergere la necessità di un impegno in questa direzione, in accordo con quanto da tempo richiedevano molte associazioni ambientaliste. La sostenibilità è quindi un consolidato e imprescindibile obiettivo di molte aziende italiane, alcune delle quali hanno anche ottenuto in merito importanti certificazioni, mostrando un impegno concreto e reale nei confronti dell’ambiente e dei consumatori.

La certificazione RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil) è già appannaggio di oltre 2,5 milioni di ettari di coltivazioni di olio di palma la cui produzione ammonta a 11,8 milioni di tonnellate (equivalenti al 21% del totale prodotto). Un risultato davvero importante anche dal momento che l’Italia è uno dei Paesi più importanti in Europa per importazioni di olio di palma.

E’ anche vero che moltissime altre aziende si avvalgono della dicitura senza “Olio di Palma” come fosse quasi divenuto un sinonimo della qualità del prodotto.

Ed infatti, in proposito, lo scorso mese all’UE invitava la Commissione europea a:

“Obbligare le aziende a dichiarare o elencare solo le caratteristiche degli ingredienti effettivamente presenti nel prodotto ed escludere quelli che non sono contenuti, a meno che la presenza o l’assenza di certi ingredienti sia riferita a malattie congenite”. Questo perché tale comunicazione è stata considerata mera pubblicità a fini promozionali, distogliendo l’attenzione del consumatore dai restanti requisiti del prodotto.

Tale proposta è stata, però, bocciata con determinazione dalla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo.

 

Lascia una risposta