Infrazioni UE, per l’ambiente ancora 22 cause aperte

Da 9 aprile 2014Energia & Ambiente
Gestione Energia

L’Ambiente, lo sanno bene i lettori del nostro blog, rappresenta una delle tematiche di discussione in grado di catalizzare fortemente l’attenzione non solo degli addetti ai lavori, ma anche l’interesse degli appassionati al settore grazie ad una maggiore e diffusa sensibilità nei confronti di questo delicato contesto. In questo articolo, quindi, affronteremo la spinosa vicenda delle infrazioni UE ancora in piedi.

A tal proposito, quindi, la Redazione del blog UninformANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza ha pertanto deciso di ritornare nuovamente sull’argomento con un articolo interessantissimo che, ne siamo certi, catturerà l’attenzione di tutti.

Il Dipartimento delle Politiche comunitarie ha aggiornato il numero delle procedure ambientali (infrazioni UE) aperte in materia ambientale, segnalando la chiusura della procedura 2013/0229 per il “mancato recepimento della direttiva 2011/97/UE del Consiglio, del 5 dicembre 2011, che modifica la direttiva 1999/31/CE per quanto riguarda i criteri specifici di stoccaggio del mercurio metallico considerato rifiuto“.

Sono però ancora 22 le cause aperte in quanto per una causa che si chiude, se ne é aperta subito un’altra: l’UE contesta con la Causa 014_2006 la “Normativa italiana in materia di cattura di uccelli da utilizzare a scopo di richiami vivi – (per) Violazione della direttiva 2009/147/CE“.

Ma cosa ci contesta l’Europa? Si tratta di mancati recepimenti di direttive UE, cui il Governo solitamente appresta decreti legislativi di adeguamento della normativa nazionale con quella comunitaria, ma anche cattiva applicazione del diritto comunitario già recepito.

Molte delle procedure ambientali UE richiamano alla mente i casi più recenti di cronaca ambientale: basta pensare al Caso Ilva di Taranto(procedura 2013_2177), ma anche alla discarica di Malagrotta (caso C-323/13) o all’emergenza rifiuti di Napoli (causa C-297/08) per rendersi conto dei principali nodi ambientali introno a cui i diversi governi cercano di trovare soluzioni che evitino il protrarsi dei procedimenti europei, che se portati alla Corte di Giustizia UE condorrebbero a condanne pecuniarie piuttosto gravose.

Fra i casi di mancati recepimenti delle direttive UE segnaliamo:

– Mancato recepimento della direttiva 2013/2/UE della Commissione, del 7 febbraio 2013, recante modifica dell’allegato I della direttiva 94/62/CE delParlamento europeo e del Consiglio sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Procedura 2013_0402)

– Mancato recepimento della direttiva 2013/28/UE che modifica l’allegato 2 della direttiva 2000/53 relativa ai veicoli fuori uso (2013_0312)

Fra i casi di cattiva applicazione del diritto comunitario da parte del nostro paese si ricorda:

la Cattiva applicazione della Direttiva 1991/271/CE relativa al trattamento delle acque reflue urbane (Procedura 2009_2034).

– la Violazione dell’articolo 14 della direttiva 1999/31/CE relativa allediscariche di rifiuti in Italia.

Un elenco completo delle procedure ambientali è disponibile sul sito delDipartimento delle Politiche comunitarie: in forma tabellare è possibile vedere tutte e 119 le procedure aperte contro il nostro Paese e selezionare quelle ambientali o di area tematica di interesse.

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