Mascherine per affrontare in sicurezza la FASE-2

Da 23 Aprile 2020Salute & Sicurezza
Mascherine

Mascherine obbligatorie: sarà così per tutti?

Si avvicina ormai la cosiddetta FASE 2, ed il primo pensiero degli italiani è inevitabilmente la loro sicurezza una volta autorizzati ad uscire di casa.

Durante la FASE 2, infatti, sarà prevista una graduale ripresa, seppure secondo precise regole, delle attività lavorative e di svago per gli italiani, dopo più di un mese di quarantena obbligatoria.

Tra gli obblighi previsti, le mascherine di protezione tornano come questione di primo piano, dopo il susseguirsi, già in FASE 1, di diversi dibattiti sia di ordine economico, che in termini di effettiva disponibilità per tutti i cittadini.

A confermare intanto l’incidenza delle mascherine di protezione per la tutela della nostra salute hanno contribuito non solo le ricerche in ambito scientifico, ma anche le decisioni ed i provvedimenti in ambito politico che hanno avuto come oggetto di discussione proprio i Dispositivi di Protezione Individuale.

Pensiamo ad esempio alla regione Lombardia, la più colpita in Italia da infezioni di COVID-19, dove dallo scorso 13 aprile il Governatore Fontana ha imposto, tramite ordinanza, di usare mascherine o «protezioni per naso e bocca, come foulard o sciarpe» per ogni uscita di casa.

Oggi, in vista della cosiddetta FASE 2, il premier italiano Giuseppe Conte anticipa in Parlamento l’intenzione di indire l’ obbligo di indossare le mascherine e distanziamento fino a che non ci sarà un vaccino».

Le questioni che ne derivano,  dal momento che le protezioni diventeranno obbligatorie nei luoghi di lavoro così come in negozi e supermarket, ruotano intorno sia alla effettiva disponibilità di pezzi, sia sul piano economico.

Prezzi gonfiati dai produttori e prezzo “politico”

 

Il ritocco al rialzo dei prezzi inizia già dai produttori in Cina, Taiwan e altri Paesi  che incrementano fino a 40 volte il costo originario, per arrivare alle commissioni del 50% imposte da intermediari.

Su tutto questo è intervenuta la Magistratura, forte anche dell’aumento delle capacità produttiva nazionale, avviando numerose inchieste.

Così ora in farmacia variano da 1,5 a 2 euro e mezzo. Sul web le mascherine costano anche  70 centesimi, sebbene per via delle troppe  richieste, i tempi di consegna si allungano sino a 30 giorni. Per questo il prezzo politico renderà comunque meno onerosa la ripartenza, anche perché, è bene ricordarlo, una mascherina chirurgica per mantenere la sua capacità protettiva, non può essere usata più di 4 ore.

Per questo, in vista della fase 2, quando le protezioni diventeranno obbligatorie nei luoghi di lavoro così come nei punti vendita di ogni genere,  il governo ha deciso di correre ai ripari fissando un prezzo «politico» di 90 centesimi per una singola mascherina chirurgica. A stabilirlo sarà una norma ad hoc del prossimo decreto di aprile sull’emergenza Covid, che non è escluso consenta anche di poter dedurre dal reddito la spesa per l’acquisto, visto che oggi le mascherine non sono equiparate a un presidio sanitario e quindi non beneficiano di sconti fiscali.

Ad occuparsi delle categorie meno  abbienti  della popolazione ci saranno le Regioni che potranno distribuire persino gratis le meno costose «chirurgiche». Che è quanto hanno già deciso di fare Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana, Veneto ed Emilia Romagna attingendo ai loro magazzini, via, via sempre più riforniti dalla macchina messa in piedi dal commissario straordinario Domenico Arcuri.

Tipi di mascherina e loro disponibilità

 

E’ stata una questione cruciale quella della scarsità di mascherine nel boom dell’emergenza, laddove gli interventi in ospedale mancava la giusta preparazione agli eventi drammatici susseguitisi, fino a rendere insufficienti i Dispositivi protettivi di base…cosa che ha sicuramente contribuito alla rapida ed incontrollata propagazione dei contagi.

Si stima che nei depositi regionali ora siano circa 40 milioni le mascherine pronte a essere distribuite, dando però priorità al personale sanitario. Resta inteso che si tratta di una cifra irrisoria considerando quante ne serviranno dal 4 maggio quando circa sei milioni di lavoratori riprenderanno le attività e l’intera popolazione non sarà più obbligata a restare n

Perché se è vero che le mascherine non saranno obbligatorie per passeggiare, saremo però tenuti a tirarle su non solo al lavoro, ma anche quando entreremo in un negozio o qualsiasi luogo chiuso aperto al pubblico.

Proprio per questo  la Protezione civile stima una crescita, a partire dal prossimo 4 maggio, del fabbisogno nazionale, che passerà dagli attuali 90 milioni al mese a circa 2-300 milioni.

Va considerato, infatti, che l’efficacia delle mascherine comuni, ossia quelle chirurgiche, dura circa 4 ore.

Questo ha portato alcune aziende italiane, a pensare ad una produzione di mascherine chirurgiche lavabili, sempre se si terrà l’autorizzazione dall’ Istituto Superiore di Sanità.

E’ chiaro che il prezzo politico a cui ha pensato il governo non riguarda modelli più sofisticati e filtranti.

Vediamo le caratteristiche di queste ultime:

  • FP1: filtrano almeno l’80% delle particelle che si trovano nell’aria fino a dimensioni di 0,6 μm
  • FP2: catturano almeno il 94% delle particelle che si trovano nell’aria fino a dimensioni di 0,6 μm
  • FP3: offrono la massima protezione possibile. Con una perdita totale del 5% max. e una protezione necessaria pari almeno al 99% dalle particelle con dimensioni fino a 0,6 μm, sono inoltre in grado di filtrare particelle tossiche, cancerogene e radioattive.

Tuttavia, anche per  le FP2 e 3, un’ordinanza di Arcuri consente l’acquisto di un singolo dispositivo al prezzo d’ingrosso, mentre il prezzo singolo sino ad oggi, di media, è stato pari a circa 12 euro.

Una singola mascherina sfusa non potrà costare più di 3 euro. Chi, tra i venditori, non rispetterà tale direttiva potrà rischiare 206 euro di multa o addirittura l’arresto fino a tre mesi.

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