Il catamarano Manta contro la plastica nei mari

Manta

I numeri parlano chiaro e sono allarmanti: oltre 8 milioni le tonnellate di plastica rinvenute nei mari e oceani e provenienti, per il 95%, dai dieci fiumi più inquinanti della terra.

E’ proprio tale fenomeno che ha spinto, nel 2015, la fondazione “Race for the water”, ad indagare il fenomeno facendo il giro della terra e sfruttando unicamente l’energia solare. Molte le ricerche su fondali marini e sulle loro condizioni ecologiche che gli scienziati hanno indagato e condiviso avendo la possibilità di scambiarsi esperienze adottando tecnologie avanzatissime, con l’obiettivo di gestire e migliorare le condizioni delle acque del Pianeta.  

“Race for Water”, è anche il nome del catamarano svizzero un vero e proprio laboratorio galleggiante ad energia solare e idrogeno che continua ad attraversare gli oceani per studiare e monitorare l’inquinamento, e per sollecitare l’attenzione sulle cause di quello derivante dalla plastica in particolare.

Anche sulla scia di questo esperimento è nato un progetto a Parigi, ossia il catamarano Manta: ad inspirare l’impresa la voglia e la necessità di predisporre le nuove tecnologie al servizio del benessere del pianeta, il riciclo dei rifiuti in plastica e l’ ecosostenibilità.

Sono occorsi due anni di preparazione di un team che ha avviato un’impresa che toccherà trentacinque mete entro il 2021 sfruttando l’energia prodotta da due pannelli solari di 500 metri quadrati installati sul ponte e da altre due fonti di energia pulita: un sistema di propulsione con l’idrogeno estratto dall’acqua di mare e una vela da kite surf di 40 metri quadrati.  

Al momento Manta è un prototipo di catamarano in scala 1/10 ma dal prossimo inverno potrà essere un’imbarcazione in grado di raccogliere i rifiuti in plastica che galleggiano sulla superficie dei nostri mari.

Manta misurerà 70 metri di lunghezza e 49 di larghezza, sarà alimentata grazie a vele e turbine eoliche e, attraverso un sofisticato sistema di tapis roulant, sarà in grado di raccogliere fino a 250 tonnellate di rifiuti in plastica prima di approdare in un porto a scaricarli. Un sistema di onde radar, infine, allontanerà i pesci oltre la traiettoria di raccolta al fine d’evitarne la cattura accidentale.

La fiducia di tutti noi è sicuramente riposta in progetti che, come questo, sia avvalgano delle nuove tecnologie per proteggere dal rischio i nostri mari e la nostra salute, verso uno sviluppo sostenibile del pianeta.

Lascia una risposta