Legge europea 2014: modifiche al Codice Ambiente e…

Da 7 Ottobre 2015Energia & Ambiente
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La pubblicazione in Gazzetta della Legge europea 2014, Legge 29 luglio 2015, n. 115 e della Legge di Delegazione europea 2014, Legge 9 luglio 2014 n.114 permette l’adeguamento del nostro ordinamento agli obblighi europei, compreso il Codice Ambiente.

Finora abbiamo visto su quali materie opera la Delega conferita al Governo in materia ambientale con la Legge di Delegazione 2014 (Valutazione di impatto ambientale e sostanze radioattive in acqua), mentre per la Legge europea abbiamo in precedenza visto le modifiche sul Testo Unico di Sicurezza.

Vediamo ora quanto dispone la Legge europea per l’ambiente: si tratta anche in questo caso, non di una delega al Governo, ma di modifiche effettive sui testi normativi.

Agli articoli 21-24 della  Legge Europea 2014 (L.29 luglio 2015, n. 115) apportano diverse modifiche in materia ambientale,  così da adeguare correttamente il nostro ordinamento alle direttive già attuate in precedenza.

In particolare però va sottolineato l’articolo 23 che modifica il Codice Ambiente all’articolo 217 aggiungendo il comma 3 così da risolvere la Procedura di infrazione n. 2014/2123 relativa al recepimento della Direttiva Imballaggi (Dir 94/62/CE) garantendo l’immissione sul mercato nazionale degli imballaggi conformi al Codice Ambiente e ad ogni altra disposizione adottata nel rispetto di quanto previsto dalla direttiva 94/62/CE.

L’articolo 24 della Legge 115/2015 modifica invece il D.Lgs. 162/2011 per risolvere il caso Eu Pilot 7334/15/CLIM sullo stoccaggio geologico di biossido di carbonio (Caso EU-Pilot 7334/15/CLIM): con il nuovo comma 1 bis all’art. 2 si vieta lo stoccaggio di CO2 in un sito il cui complesso di stoccaggio si estenda oltre l’area di cui al comma 1 (che fa riferimento al territorio italiano e nell’ambito della zona economica esclusiva e della piattaforma continentale definita nella convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 10 dicembre 1982 -UNCLOS).

Ulteriori modifiche riguardano poi le funzioni del Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo Kyoto che può ora prescrivere in qualsiasi momento provvedimenti correttivi necessari nonché provvedimenti relativi alla tutela della salute pubblica che il gestore è tenuto ad adottare.

Infine con il nuovo comma 1 bis all’articolo 29 si prevede che, in caso di controversie transfrontaliere, si applichino le modalità di risoluzione delle controversie dello Stato membro che ha giurisdizione sulla rete di trasporto o sui siti di stoccaggio ai quali è negato l’accesso.

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