Lavorare in sicurezza con lo Smart Working

Da 12 Marzo 2020Eventi & Novità
smart working

E’ certamente un momento storico particolare per le aziende italiane e per i lavoratori.

Il clima di incertezza e di difficoltà in termini economici, sociali, ma anche psicologici ha bisogno di essere modulato attraverso regole e direttive chiare e definite che mettano in primo piano la salute e il benessere, della nazione italiana in generale, e dei lavoratori in particolare.

Nei recenti provvedimenti emergenziali in materia di gestione e contenimento dell’emergenza Coronavirus, molti sono stati i riferimenti al lavoro agile.

Cerchiamo di analizzare al meglio le potenzialità di questo strumento e quali sono le sue caratteristiche in termini normativi.

Smart Working: elementi comuni e novità

Ciò che accomuna è la progressiva estensione territoriale e la pervasività delle misure preventive.
Tra le novità più rilevanti proprio in tema di lavoro agile è l’autorizzazione ad assolvere gli obblighi di informativa già descritti (ai sensi dell’art. 22) anche in via semplificata, attraverso apposita documentazione scaricabile dal sito web dell’Inail. È sufficiente l’invio al dipendente tramite posta elettronica.

Inoltre, attraverso il recentissimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su tutto il territorio nazionale e fino al 31 luglio 2020 lo smart working può essere attivato, per il tipo di lavoro subordinato, anche senza accordo individuale. Fermo restando sempre il “rispetto dei principi dettati dalle disposizioni” di cui agli articoli da 18 a 23 della legge n. 81/2017.

Cosa significa “estensione” dello smart-working?

Per estensione territoriale si intende che i lavoratori, nonostante sceglieranno prevalentemente la propria abitazione come luogo di lavoro a distanza, potrebbero scegliere in autonomia, ed in accordo con il datore di lavoro, dove sarà più idoneo stare.

Non è stato, invece, del tutto chiarito dal nuovo Decreto Ministeriale, se sono del tutto esclusi i locali aziendali nell’arco temporale previsto, corrispondente a 5 mesi.

Non si esclude, infatti, la possibilità di alternare lo svolgimento dell’attività lavorativa all’interno e all’esterno dell’azienda, soprattutto in Centro e Sud Italia, dove la diffusione del COVID-19 pare essere ancora piuttosto circoscritta.

 

Il lavoro agile è e sarà, quindi, un valido strumento?

Essendo l’obiettivo, di respiro internazionale, quello di evitare di rendere pandemica la diffusione del COVID 19, lo smart working può ritenersi di sicuro un valido strumento di contenimento.

Non a caso è risultato un tema al centro di numerosi dibattiti, nonché di concreti provvedimento da parte del Governo italiano.

E’ altrettanto evidente che non rappresenta, da solo, una vera e propria soluzione e non può, purtroppo, essere applicabile a tutti i contesti di lavoro.

Il datore di lavoro dovrà, inoltre, assicurare le dovute misure di sicurezza dei suoi dipendenti anche a distanza, oltre che dotare degli opportuni strumenti, pratici e tecnologici, per svolgere comunque l’attività.

Di seguito i link ai decreti emessi sul tema (fonte www.insic.it)


 n. 6 del 23 febbraio 2020,
Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020,
• decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° marzo 2020
• decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020

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