L’Alto Adige dice addio al glifosato nel latte

Da 28 Giugno 2018Salute & Sicurezza

Il settore lattiero-caseario dell’Alto Adige vieterà completamente l’utilizzo di glifosato su tutte le superfici foraggere a partire dal prossimo mese di Luglio. La decisione fa parte delle iniziative assunte per incentivare il minor utilizzo possibile di prodotti fitosanitari. Il glifosato in particolar modo è considerato cancerogeno.

La presidente della Federazione Latterie Alto Adige, Joachim Reinalter, ha riferito: “Ci assumiamo la nostra responsabilità verso la sostenibilità tanto seriamente quanto quella verso i nostri clienti, il nostro territorio, i nostri bambini e il nostro ambiente”. Il glifosato è un diserbante non selettivo, vale a dire una molecola che elimina indistintamente tutte le erbe infestanti. È stato introdotto sul mercato nel 1974, ed è oggi l’erbicida più utilizzato al mondo. Il glifosato viene assorbito dalle parti verdi della pianta e poi trasferito fino alle radici. In una decina di giorni la vegetazione secca. Nei campi da coltivare, l’erbicida viene spruzzato prima della semina per eliminare le erbacce.

Anche se il giudizio sulla potenziale pericolosità è incerto, numerosi Paesi hanno da tempo adottato misure precauzionali per ridurre l’uso inappropriato dei prodotti contenenti glifosato.

In sostanza il caso del glifosato rappresenta, al momento attuale, un buon esempio di sospetta cancerogenicità non sufficientemente dimostrata, nei confronti della quale le istituzioni hanno deciso di mettere in atto il principio di precauzione: non vietarne del tutto l’uso (mossa che potrebbe avere effetti negativi sulla produzione agricola) ma istituire limiti e controlli nell’attesa di ulteriori studi.

L’International Agency for Research on Cancer l’ha inserito nella lista dei “cancerogeni probabili” e questo basta per Reinalter: “Il glifosato è sospettato di essere cancerogeno e già questo sospetto per noi è motivo sufficiente per rinunciare completamente, in futuro, a questo particolare fitosanitario”.

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