La raccolta differenziata in Italia nel 2016

Da 16 Gennaio 2017Energia & Ambiente
raccolta differenziata

Il diciottesimo rapporto dell’Ispra – Istituto di ricerca che fa capo al Ministero dell’Ambiente – relativo ai rifiuti urbani (http://www.isprambiente.gov.it/it/events/presentazione-rapporto-rifiuti-urbani-edizione-2016 ) conferma piccoli passi in avanti sul versante dello smaltimento dei rifiuti in Italia nel 2016.

Gli Italiani producono, secondo l’Ispra, ben 486 kg di rifiuti a testa all’anno, equivalenti a un costo pro capite per lo smaltimento pari a 167,97 euro. Il capitolo raccolta differenziata ha fatto registrare un buon passo avanti rispetto al 2014, raggiungendo il 47,5% (pari a 14 milioni di tonnellate) dell’intera produzione di immondizia e avvicinandosi così all’obiettivo di riciclo europeo del 50%.

Vediamo nel dettaglio le percentuali di riciclo della raccolta differenziata: il Nord avrebbe già superato la soglia posta dall’Unione Europea, con una differenziazione del 58,6% dei propri rifiuti; segue il Centro con il 43,8% e infine il Sud con un 33,6%. La regione più attenta alla raccolta differenziata è il Veneto, che nel 2015 ha differenziato il 68,8% dei propri scarti. Seguono il Friuli-Venezia Giulia con il 62,9% e il Trentino-Alto Adige con il 67,4%. Agli ultimi posti troviamo la Calabria con un 25%, ma in ripresa di 6 punti percentuali rispetto al 2016; e la Sicilia, ferma al 12,8%.

Le città più green sono Venezia e Milano, con una percentuale di differenziazione rispettivamente del 54,3% e del 52,3%; in fondo alla classifica invece ci sono le siciliane Messina (9,4%), Catania (8,6%) e Palermo, ultima della classe con l’8,1%.

Tutti gli altri rifiuti, ad eccezione di quelli che vengono riciclati, finiscono nei termovalorizzatori, negli impianti produttivi, in discarica oppure sono spediti all’estero. Infatti l’1% dei rifiuti italiani viene esportato in altri Paesi, prevalentemente in Ungheria e Austria.

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