La gestione delle imprese esterne: obblighi legislativi e modalità organizzative di gestione

Da 29 luglio 2010Salute & Sicurezza
gestione delle imprese esterne

Quest’oggi sul blog UninformANQG dedicato alla Qualita’, all’Ambiente ed alla Sicurezza torniamo a parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro, più specificatamente di gestione delle imprese esterne, e lo facciamo con un interessantissimo articolo dedicato proprio alle procedure da adottare per ridurre il piu’ possibile rischi e pericoli emanate dal Decreto Legislativo 81/2008.

L’emanazione del Decreto Legislativo 81/2008 ha introdotto, fra gli obblighi del datore di lavoro, quello di promuovere la cooperazione ed il coordinamento con il fornitore, al fine di ridurre al massimo i rischi derivanti dalle interferenze delle attività aziendali con quelle svolte dal fornitore.

Tale obbligo si sostanzia nella predisposizione di un Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (detto DUVRI) mediante il quale definisce le misure di prevenzione e protezione adatte a proteggere i suoi lavoratori e quelli dell’impresa cui sono affidati i lavori da quei rischi che non sono propri di nessuna delle due attività, prese a se stanti, ma che derivano dall’interazione fra queste.

Anche quest’obbligo, pur rispettato, potrebbe rischiare di non risultare del tutto efficace a proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori, se non attuato con una logica di sistema. In questo approccio la OHSAS 18001: 2007 ci aiuta a gestire l’adempimento in maniera efficace e soprattutto ragionata, consentendoci di affrontare l’intero processo in modo sistematico.

La gestione delle ditte terze è affrontata, dalla norma, al requisito 4.4.6, che definisce le modalità con le quali possono essere tenute sotto controllo le operazioni che generano rischi per i lavoratori. La norma ci chiede innanzitutto di “definire quali sono le operazioni e le attività associate con i pericoliidentificati” per le quali risultino necessarie “misure di controllo … per gestire i rischi correlati”. Pertanto, in una logica di sistema, la prima fase è quella relativa all’identificazione delle attività per le quali debbano essere definite misure per tenere sotto controllo i rischi.
Definite tali attività, è quindi necessario definire quali siano le misure da attuare per il controllo delle operazioni all’interno del suo sistema generale di gestione della S&SL. A questo punto è necessario valutare se tali attività siano svolte internamente o se invece siano riferite a beni, equipaggiamenti e servizi acquistati. In ogni caso, quando necessario, le modalità definite saranno anche riportate in procedure documentate, per coprire situazioni dove la loro assenza potrebbe portare a deviazioni dalla politica ed obiettivi di Salute e Sicurezza nei Luoghi di lavoro.

La gestione dei fornitori, quindi, come si vede, è articolata nell’ambito delle più complesse attività di gestione delle condizioni operative aziendali. I rischiderivanti dalle attività di terzi o generate dall’interferenza delle lavorazioni aziendali con quelle svolte da fornitori non vanno gestiti in modo dissimile da quelli connessi esclusivamente con i processi interni.

Ciò è ancor più vero se si considera il fatto che oggi, una parte significativa degli incidenti sul lavoro, sono proprio causati dalla mancata conoscenza dei rischi da parte di soggetti terzi che, quindi, sono portati ad operare in luoghi che non conoscono o dei quali ignorano la rischiosità.

L’approccio integrato derivante dal rispetto del requisito di legge e di applicazione di una logica di sistema, pertanto, dovrebbe portare ad un continuo scambio di informazioni fra il datore di lavoro affidatario ed il subappaltatore, tali da garantire il costante mantenimento delle misure di prevenzioneprotezione dei lavoratori nonché il loro continuo aggiornamento circa i comportamenti più adeguati da tenere e le misure di attenzione necessarie per ridurre al massimo le esposizioni ai pericoli.

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