La gestione dei controlli e delle verifiche sulle attrezzature di lavoro – Parte I

Da 9 luglio 2012Salute & Sicurezza
gestione dei controlli

Ancora una volta il blog Uninform – ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza torna ad occuparsi di sicurezza sul lavoro e lo fa pubblicando un interessantissimo articolo che per ragioni editoriali ed espositive verrà suddiviso in tre parti. In questa prima fase, dunque, ci concentreremo nello specifico sulla gestione dei controlli relativi alle attrezzature di lavoro.

Il D. Lgs. n. 81/2008 ha introdotto alcune novità in materia di controlli e verifiche sulle attrezzature di lavoro.

Distinguiamo in premessa il concetto di verifica e di controllo: la verifica di una attrezzatura di lavoro è l’attività svolta da un ente di controllo o da un ente abilitato alla sua esecuzione, le attrezzature soggette e la relativa periodicità sono stabilite nell’allegato VII al D.Lgs. 81/2008.

I controlli, invece, sono le attività svolte su tutte quelle attrezzature che, nel corso del tempo possono, per guasti o deterioramento, possono essere pericolose per i lavoratori. La periodicità dei controlli non è stabilita per legge: il datore li gestisce in autonomia, tenendo conto delle indicazione dei costruttori, delle norme di buona pratica e della valutazione dei rischi.

E’ evidente, quindi, che, se per la gestione delle prime è sufficiente rifarsi alle prescrizioni legislative, le attività di controllo ed ispezione interna devono essere frutto di una approfondita e documentata analisi che tenga conto di tutte le variabili, portando ad una distribuzione efficace nel tempo dei controlli: infatti una attività ispettiva troppo frequente può costituire un ostacolo improprio ai processi produttivi, una frequenza troppo bassa, invece, potrebbe impedire di intercettare le deviazioni, e quindi non conseguire il principale obiettivo con cui sono istituite, ovvero la prevenzione degli incidenti, con o senza infortunio.

In buona sostanza controlli troppo frequenti o poco frequenti possono risultare parimenti inefficaci.

L’organizzazione delle attività ispettive è pertanto molto complessa. Per organizzare un programma di ispezioni bisogna tener conto non solo dei livelli di rischio dei singoli apparecchi, ma anche dei vincoli normativi cogenti, della possibilità o meno di ispezionare gli apparecchi in esercizio, degli eventuali costi di fermo oltre che del budget a disposizione per le ispezioni.

È necessario raggiungere il migliore controllo possibile ben sapendo che comunque le ispezioni sono, per definizione, sempre imperfette e incomplete.

Partiamo dai requisiti legislativi: il comma 8 dell’art. 71 del D.Lgs. 81/2008 richiede a tutti i datori di lavoro di svolgere controlli periodici sulle attrezzature di lavoro al fine di prevenire guasti e malfunzionamenti con conseguenze avverse per i lavoratori che utilizzano tali attrezzature.

I controlli vengono organizzati autonomamente dal datore di lavoro, ma devono rispondere a una serie di requisiti:

  • devono essere svolti da persone qualificate
  • le modalità e le frequenze dei controlli devono essere stabilite in base alle indicazioni dei fabbricanti oppure a norme di buona tecnica o a codici di buona prassi
  • quando intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze negative per la

sicurezza, quali riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività, le attrezzature devono essere sottoposte a controlli straordinari

  • gli organi di vigilanza possono richiedere ai datori di lavoro di dimostrare le attività svolte e vi è quindi l’obbligo di conservare traccia dei risultati dei controlli eseguiti.

Come si diceva in premessa, oltre ai controlli autonomamente gestiti sono previste verifiche periodiche da parte di enti competenti: in base all’art. 71 del D. Lgs. n. 81/08 tali verifiche sono svolte da parte degli enti di controllo (ISPESL per la prima verifica e ASL per le successive).

Sotto alcune condizioni i compiti di verifica possono anche essere delegati a soggetti terzi, pubblici o privati.

Il DM 11.04.2011 stabilisce i criteri e le modalità per l’abilitazione di questi soggetti privati all’esecuzione delle verifiche di legge. Al momento si è in attesa della pubblicazione dell’elenco dei soggetti abilitati in sostituzione di quelli pubblici.

L’elenco completo delle attrezzature sottoposte a verifica è riportata nell’Allegato VII del D.Lgs. 81/2008, dove sono dettagliatamente specificate frequenze e modalità d’ispezione, per attrezzature di sollevamento, attrezzature in pressione, idroestrattori e caldaie, in funzione delle rispettive classi di appartenenza.

Le verifiche seguono una strategia d’ispezione di tipo rigidamente preventivo e per ogni tipologia di attrezzatura è stata stabilita la frequenza minima di ispezione. Tale frequenza, espressa come periodicità o intervallo massimo fra due ispezioni successive, è proporzionata alla complessità e alla pericolosità intrinseca dell’attrezzatura.

Un tipo particolare di attrezzature sono quelle che opera a pressione; per queste ultime, in virtù della complessità della materia, è utile una breve trattazione, per la quale vi rimandiamo al prossimo articolo.

Continua a seguire il blog Uninform – ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza

Lascia una risposta