In Italia meno sprechi alimentari

Da 1 Ottobre 2020Eventi & Novità
sprechi alimentari

L’Assemblea delle Nazioni Unite, ha fissato al 29 settembre di ogni anno la giornata internazionale contro gli sprechi alimentari.

L’intento è quello di sensibilizzare sempre più i cittadini che le istituzioni sullo spreco di cibo e le sue possibili soluzioni.

 

Sprechi diminuiti in Italia

Focalizzando la specifica situazione in Italia oltre metà dei connazionali (esattamente il 54%) ha diminuito o addirittura annullato gli sprechi in cucina durante il periodo di clausura forzata.

In particolare sono stati evidenziati comportamenti più responsabili ossia:

  • Attenzione di scadenza degli alimenti,
  • Maggior riuso degli avanzi
  • Acquisti più oculati, con prodotti di maggiore durata e migliore qualità

E’ chiaro che avrà giocato a favore anche l’emergenza Coronavirus e il periodo di quarantena, che ha costretto la nazione a prendere maggiore consapevolezza degli acquisti alimentari e della loro necessità, oltre che della maggiore o minore deperibilità.

Otre a questo ha influito la situazione di rischio economico vissuta più in generale, ma che ha comportato comportamenti di acquisto più prudenti.

Tali dati sono stati confermati da  Altroconsumo che ha reso noti i dati della sua inchiesta: la riduzione di sprechi ‘da lockdown’ interesserebbe il 41% degli italiani; l’88% degli intervistati sostiene che non sia etico buttare il cibo e l’83% riconosce l’impatto negativo sull’ambiente.

In particolare: 

  • il 54% di italiani hanno diminuito gli sprechi in cucina nel lockdown
  • Sono 36 i chili di cibo buttati via mediamente da ogni italiano in un ann
  • 4,91 è il valore in euro buttato nella spazzatura ogni settimana da una famiglia

Grazie al lockdown quindi il 68% dei connazionali ha dichiarato di non sprecare cibo in casa (era il 42% prima del virus), il 38% compilava più spesso la lista della spesa, il 37% ha pianificato meglio i pasti e il 32% ha riutilizzato gli avanzi.

Lo spreco di alimenti in italia si attesta comunque ogni anno su una q comunque sulla considerevole quantità annua di 36 kg di alimenti deperibili pro capite.

Purtroppo  un controvalore di quasi 5 euro a settimana per famiglia riguarda anche alimenti a lunga conservaizone.

In totale finiscono nella spazzatura oltre un milione e mezzo di tonnellate di cibo l’anno ossia 6,5 miliardi di euro, contando solo lo spreco ‘casalingo’.

 

Gli sprechi nella ristorazione

A ciò si aggiunge lo spreco di ristoranti e locali pubblici pari al 12% dello spreco alimentare complessivo.

Dal momento che la questione, oltre che di impatto economico, tocca anche questioni di tipo etico ma ambientale, non è solo questione etica ed economica: c’è anche un impatto ambientale importante, la Federazione Italiana Cuochi annuncia un suo «Manifesto per la ristorazione sostenibile» e incita a introdurre sistemi di lavorazione che riducano gli scarti, ad esempio monitorando meglio la fornitura e la conservazione degli alimenti e creando menù ‘circolari’ con nuove creative ricette di utilizzo delle rimanenze.

 

Lo ‘Zero Waste Global Convivium’

Immancabile ogni anno, tale Webinar è volto ad evidenziare gli impatti ambientali di tali tassi di spreco, sia intesi come immissioni di energia durante i cicli di produzione di alimenti poi non effettivamente consumati, sia per lo smaltimento dei rifiuti che comportano emissioni di gas serra pari all’8% del totale.

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