Interpelli: sorveglianza sanitaria e periodicità delle visite del medico competente

Da 2 gennaio 2016Salute & Sicurezza
Rapporto Renam

Proseguiamo con l’analisi dei cinque nuovi interpelli in materia di sicurezza sul lavoro proposti da Enti ed Istituzioni al Ministero del Lavoro. In particolar modo per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria.

Dopo aver visto quanto stabilito in materia di Formazione per RSPP rispetto alle categorie ATECO (interpello 6), e all’obbligo di aggiornamento per docenti formatori (interpello 9) e sull’obbligo di accettazione della Delega (interpello 7), nell’Interpello n. 8/2015, il Ministero risponde alla CISL in tema di sorveglianza sanitaria e di visita dei luoghi di lavoro da parte del medico competente.

Due sono i quesiti: il primo riguarda la possibilità del lavoratore di fare richiesta di visita medica che svolge la propria attività nell’ambiente nel quale il medico competente, a cui rivolge la richiesta di visita, svolge tale ruolo. Nel secondo la CISL chiede se il medico competente, nello svolgimento dell’obbligo a suo carico di visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi, “è tenuto a recarsi in ogni ambiente di lavoro nel quale si svolge l’attività, al di là della presenza specifica di lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria, o deve limitare i sopralluoghi solo alle postazioni ove i lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria svolgono la mansione?”.

La Commissione Interpelli richiama l’art. 41 del Testo Unico di Sicurezza confermando che la richiesta di essere sottoposto a visita medica da parte del medico competente, ove nominato, può essere avanzata da qualsiasi lavoratore, indipendentemente dal fatto che lo stesso sia o meno già sottoposto a sorveglianza sanitaria, con l’unico limite che il medico competente la ritenga accogliibile, in quanto correlata ai rischi lavorativi.

In merito alla seconda domanda, la Commissione conferma, ai sensi dell’art. 25 del TUS che gli ambienti di lavoro siano visitati “almeno una volta all’anno o a cadenza diversa”, stabilita dallo stesso medico competente “in base alla valutazione dei rischi”: pertanto l’eventuale indicazione di una “periodicità diversa dall’annuale” va” comunicata al datore di lavoro ai fini della annotazione nel documento di valutazione dei rischi”.

La visita deve essere estesa a tutti quei luoghi che possano avere rilevanza per la prevista collaborazione con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione “alla valutazione dei rischi anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all’attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro”.

Continua a seguire il blog UninformANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente, all’Energia ed alla Sicurezza

Lascia una risposta