Interpelli: due quesiti in materia di formazione per la sicurezza

Da 19 dicembre 2015Salute & Sicurezza
interpelli sicurezza lavoro

Il Ministero del Lavoro il 2 novembre scorso ha diffuso le risposte a cinque nuovi interpelli in materia di sicurezza sul lavoro, che si aggiungono ai primi cinque prodotti durante l’anno. I quesiti provengono da Enti o Istituzioni, e vertono sui temi più disparati: dagli ambienti sospetti di inquinamento, alla formazione dei formatori passando per la sorveglianza sanitaria. Ma anche Delega di funzioni e formazione per RSPP.

Di seguito le risposte ai singoli interpelli da parte della Commissione Interpelli presso il Ministero del Lavoro. Cominciamo con i due quesiti in materia di Formazione:

Interpello n. 6/2015: Formazione per RSPP

ANIE chiede quale sia il macrosettore di riferimento indicato dall’Accordo per un’azienda che nel 2006, in base ai codici Ateco 2002 era identificata nella sezione DK, ed adesso, con la nuova codifica, rientra nella Sezione C dell’Ateco 2007.

Secondo la Commissione Interpelli del Ministero del Lavoro, ai fini della formazione di RSPP e ASPP è necessario verificare la corrispondenza tra la versione attuale dei codici Ateco (Ateco 2007) e quella precedente. Le corrispondenze complete tra Ateco 2007 e Ateco 2002 e viceversa sono disponibili sul sito web Istat.

Ne consegue, quindi, che un’azienda, individuata da un determinato codice Ateco 2007, per poter valutare il macrosettore di riferimento ai fini della determinazione del Modulo B dell’Accordo del 2006, dovrà dunque consultare le tavole di raccordo tra Ateco 2007 e Ateco 2002.

Interpello n. 9/2015: aggiornamento del docente formatore

La Federazione Sindacale Italiana dei Tecnici e Coordinatori della Sicurezza (Federcoordinatori), pone un quesito in merito al decreto interministeriale 6 marzo 2013 relativo ai criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro: in particolare la Federazione ricorda che il formatore-docente è tenuto alternativamente:

  1. alla frequenza, per almeno 24 ore complessive nell’area tematica di competenza, di seminari, convegni specialistici, corsi di aggiornamento, organizzati dai soggetti di cui all’articolo 32. comma 4, del d.lgs n. 81/2008 s.m.i.. Di queste 24 ore almeno 8 ore devono essere relative a corsi di aggiornamento;
  2. ad effettuare un numero minimo di 24 ore di attività di docenza nell’area tematica di competenza.

La Federazione chiede al Ministero se con il termine “alternativamente” si intende che nell’arco dei tre anni il formatore-docente deve effettuare sia attività di docenza che seguire corsi dì aggiornamento ovvero è da considerarsi valevole quale aggiornamento se per i primi tre anni effettua solo attività di docenza, per un minimo di 24 ore, e per i tre anni successivi frequenta solo corsi di aggiornamento e convegni per almeno 24 ore”.

Secondo la Commissione Interpelli con il termine “alternativamente” il legislatore ha inteso dare la possibilità al formatore-docente di scegliere liberamente la tipologia di aggiornamento più confacente alla sua figura e non ha, viceversa, inteso che le due modalità vadano alternate nei consecutivi trienni ovvero per tre anni solo docenza e per i tre anni successivi solo corsi di aggiornamento e convegni.

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