Inquinamento chimico nei mari in Basilicata

Inquinamento chimico

La Procura di Potenza ha subito avanzato con le accuse di inquinamento chimico e ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti:

tre sono, infatti, le vasche di raccolta dell’impianto nucleare Itrec di Rotondella, in Provincia di Matera, che la Procura ha posto in stato di sequestro perché scaricherebbero l’acqua contaminata proveniente dal sito direttamente in mare.

Cinque tra i responsabili ad essere stati indagati mentre sono state chiuse tre vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico: lo smantellamento dell’impianto nucleare potrà proseguire.

Si apprende che la Procura di Matera, in collaborazione con gli investigatori, ha scoperto che le sostanze chimiche nella falda acquifera – cromo esavalente e tricloroetilene, che sono cancerogene – sarebbero state utilizzate per il trattamento delle barre di uranio/torio; mentre le acque contaminate dovevano essere trattate prima di essere smaltite, sarebbero state sversate direttamente nel mare della Basilicata.

La società che gestisce l’impianto, parla di “nessuna anomalia radiologica all’interno dell’impianto Itrec di Rotondella”, precisando anche che “gli scarichi delle acque sono effettuati in conformità con la formula di scarico; non vi è alcun pericolo per i lavoratori, la popolazione e l’ambiente”.

Secondo quanto fanno notare i gestori, l’analisi di rischio avviata dalla società di gestione nel 2015, approvata il 10 aprile 2018 dalla Conferenza di Servizi e in attesa dell’ultimo parere dell’Ente provinciale “ha individuato come probabile fonte primaria di contaminazione una sorgente esterna al perimetro delle attività della stessa Società”. Si attendono dettagli per avviare il piano di bonifica.

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