Inquinamento dei mari e degli oceani

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I nostri mari sono sempre più inquinati. L’inquinamento marino è dovuto agli incidenti delle navi e alle imbarcazioni che puliscono le loro cisterne in acqua e riversano, poi, tutto in mare.

L’inquinamento del mare si trasferisce anche nel pesce che noi consumiamo. Le cozze, il tonno o il pesce spada ad esempio contengono micro-plastica. Addirittura alcuni studi hanno riscontrato che circa il 30% degli organismi marini di interesse commerciale nel Mediterraneo è a rischio contaminazione da plastiche. Uno studio sul pescato indonesiano e statunitense ha dimostrato che più del 25% dei prodotti contenevano plastiche nello stomaco. C’è sempre più plastica nei mari e negli oceani, così come nelle regioni più remote, presso i due poli.

Gli oceani contengono oltre 165 milioni di tonnellate di plastica. Se entro il 2025 non verranno attuate strategie efficaci contro l’inquinamento marino, gli oceani conterranno 1,1 tonnellate di plastica ogni tre tonnellate di pesce fino ad arrivare al sorpasso della plastica sui pesci.

Diversi studi dimostrano che il bacino del Mediterraneo sta sperimentando l’impatto dei cambiamenti climatici più di altre aree del pianeta. Le temperature medie dell’intera regione del Mediterraneo sono aumentate di 1,4 gradi centigradi rispetto all’era pre-industriale, 0,4 gradi centigradi in più rispetto alla media globale.  Le temperature dell’acqua costituiscono uno dei più forti regolatori della vita marina e gli aumenti di temperatura stanno già provocando grandi cambiamenti sott’acqua, tra cui significative modifiche nella distribuzione delle specie marine.

Gli eventi climatici estremi, come ondate di caldo, forti acquazzoni e siccità, stanno aumentando in frequenza e intensità. I ghiacciai si stanno sciogliendo, la copertura di neve e ghiaccio si sta riducendo. L’innalzamento dei livelli del mare legato ai cambiamenti climatici causerà inondazioni ancora più frequenti nella città. Circa 4500 chilometri quadrati delle aree costiere italiane sono a rischio di inondazioni da innalzamento del livello del mare entro i prossimi 100 anni; la maggior parte di essi si trova nel Mare Adriatico settentrionale, ma anche alcune coste del Tirreno e dello Ionio possono essere a rischio.

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