Il coronavirus si trasmette tramite il cibo?

Da 26 Marzo 2020Salute & Sicurezza
coronavirus

Non ci sono prove che il nuovo coronavirus possa essere trasmesso dal cibo. La direttrice scientifica dell’Autorità europea della Sicurezza Alimentare (EFSA) Marta Hugas afferma:

le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus, come quelli della SARS e della MERS, evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi.  Al momento non ci sono prove che il coronavirus sia diverso in nessun modo”.

Cosa dice l’OMS?

 

Anche lOMS sostiene che al momento non ci siano evidenze della trasmissione del coronavirus attraverso il cibo. L’OMS ha pubblicato una serie di raccomandazioni precauzionali per la preparazione e il consumo dei cibi:

  • lavare sempre le mani prima di cucinare e dopo aver toccato cibi crudi
  • evitare il consumo di alimenti di origine animale crudi o poco cotti
  • rispettare le normali regole di igiene per evitare la contaminazione crociata

Sempre l’OMS informa che i coronavirus sono sensibili alle normali condizioni di cottura e sono inattivati a 70°C.

Anche secondo lEcdc, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, è improbabile che gli alimenti siano una fonte di trasmissione del virus. L’agente patogeno si sta diffondendo da persona a persona. Le goccioline respiratorie che le persone emanano quando starnutiscono, tossiscono o espirano sono la prima causa.

L’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR) scrive che “attualmente non ci sono casi dimostrati di contagio da questo nuovo tipo di coronavirus attraverso altre vie di infezione, come il consumo di cibi contaminati”.

Quello su cui invece dovremmo fare più attenzione sono le maniglie, il denaro, i carrelli della spesa, le superfici interne degli autobus, i pulsanti dell’ascensore e del bancomat. Inoltre tutti quegli oggetti che entrano in contatto con molte mani. Tali oggetti possono accidentalmente essere esposti al rischio di contaminazione recente con secrezioni respiratorie.

 

Come si stanno comportando gli italiani?

 

Con l’emergenza coronavirus quasi 4 italiani su 10 (38%) hanno fatto scorte di prodotti alimentari e bevande. C’è un timore ingiustificato di non trovare più cibo disponibile sugli scaffali di negozi, supermercati e discount. Gli acquisti di pasta sono aumentati del 61%, quelli della farina dell’82% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Coldiretti segnala un crollo della domanda di pesce fresco. Inoltre molti operatori registrano un calo delle vendite dei prodotti freschi (dall’ortofrutta al latte). C’è stata una impennata di cibi a lunga scadenza quali pasta, riso, scatolame, surgelati e conservati. Questo è il  risultato di una nuova tendenza a concentrare la spesa in un paio di volte a settimana.

In conclusione, anche se per il momento non ci sono prove che il nuovo coronavirus possa essere trasmesso dal cibo, non fa male prendere qualche precauzione in più.

 

Quali precauzioni dovremmo prendere? 

 

Cuocere accuratamente il cibo di origine animale, fare attenzione alle contaminazioni tra alimenti crudi e cotti durante la conservazione e la preparazione, lavare accuratamente frutta e verdura e, soprattutto, lavare bene e spesso le mani.

Per quanto concerne invece la pulizia delle superfici della cucina i disinfettanti che si sono dimostrati più efficaci di altri contro il coronavirus sono: alcool, l’acqua ossigenata e l’ipoclorito di sodio.

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