Il Controllo e l’Assicurazione di Qualita’: il “certificato di nascita” per le Opere Geotecniche

Da 17 aprile 2010Qualità

Quest’oggi pubblichiamo sul blog dedicato alla Qualita’, all’Ambiente ed allaSicurezza di Uninform – ANGQ un articolo dell’Ing. Anna Maria La Rovere,ANGQ, dedicato al Controllo di Qualita’.

Quando i tempi di realizzazione di una struttura sono stretti è bene risparmiarli sulle fondazioni, tanto ad opera ultimata non le vede nessuno!
Con questa frase l’Ing. Erio Pasqualini, il mio professore di geotecnica delPolitecnico delle Marche, Facoltà di Ingegneria, amava ironizzare su quanto comunemente accade nei cantieri durante la realizzazione (ma ancor prima in fase di progettazione) di un’opera a contatto con il terreno. Si tratta di strutture di fondazione propriamente dette, ma anche di quelle che, pur non svolgendo un compito di fondazione nel senso corrente del termine, sono ancora sollecitate attivamente o passivamente (es: opere di contenimento, tiranti, rivestimenti delle gallerie, ecc.).
Grazie alle lezioni dell’Ing. Pasqualini mi sono appassionata alla Geotecnica (oTecnica delle Fondazioni) e ben presto mi sono resa conto di quanto da un certo punto di vista questa disciplina sia un’Arte, come lo è l’Architettura. Alla sensibilità e all’intuizione del progettista, infatti, è affidato il compito di trovare una soluzione idonea ad assolvere la funzione di trasmissione delle forze dall’opera al terreno e viceversa, il tutto attraverso un’analisi più qualitativa che quantitativa.
Se le Opere Geotecniche per certi versi sono un’Arte, tuttavia il progettista non è e non può essere un’artista. Occorre che si dia un metodo di lavoro che permetta, a lui e agli altri attori coinvolti, di monitorare e tenere sotto controllo il processo di creazione  dell’opera, a partire dalla sua concezione fino al termine dei lavori.
Con l’espressione “Controllo di Qualità” si individua una metodologia attraverso cui pianificare il controllo di tutte le fasi che concorrono alla formazione di un prodotto o di un processo. Negli ultimi tempi, con varie iniziative, si sta cercando di estendere questo concetto e di diffondere tale metodologia anche nell’industria edilizia, la quale è sempre restia ad accogliere innovazioni che tendano a qualificarne il processo costruttivo.
Le fasi del processo sono cinque:
• promozione del lavoro
• progetto
• materiali
 esecuzione
• uso e manutenzione in esercizio

Ognuna di queste fasi coinvolge la responsabilità di differenti persone e/o organizzazioni:
• il promotore (committente)
• il progettista
• l’industriale• il costruttore• il proprietario (utente)
Il processo parte dall’utente in quanto lo scopo dell’attività edificatoria è quello di soddisfare le necessità di chi userà l’opera e che quindi beneficerà del prodotto. Si può notare quindi che se tradizionalmente il concetto di “Controllo di Qualità” veniva identificato in una sorta di “supervisione”, in realtà, per come lo si intende oggi, è ormai qualcosa di più complesso ed elaborato, che copre tutte le fasi del processo formativo dell’opera garantendone, in definitiva, sicurezza e durabilità. In quest’ultima in particolare risiede la capacità di una struttura di conservare le iniziali caratteristiche meccaniche e funzionali per il periodo di vita atteso in base al progetto che non può prescindere dallo studio delle interazioni con il terreno (Analisi Geotecnica).
Può infatti avvenire che la sicurezza sia garantita, ma la durabilità sia più incerta, a causa di imprevisti fenomeni di dissesto che possono progredire lentamente e manifestarsi molto tempo dopo l’ultimazione dei lavori, spesso oltre il decennio regolamentare, rendendo la costruzione inagibile anche senza necessariamente provocarne il collasso. È importante insistere sul fatto che le indagini, in particolare quelle di laboratorio sulle terre e i materiali da costruzione, vengano espletate non solo prima dei lavori, ma addirittura in sede di progetto di massima dell’opera stessa. Le esigenze di tempo sono esse stesse nemiche della buona norma di avere l’esaustiva stesura di un serio rapporto geotecnico prima dell’inizio dei lavori, cosicché avviene spesso che i risultati delle suddette indagini si conoscono solo dopo aver aperto il cantiere o, peggio ancora, ad opera ultimata, quando l’indagine è ormai promossa per conoscere le cause del dissesto.
Alla luce di questo è superfluo evidenziare quanto sia essenziale il controlloproprio nel settore delle opere geotecniche ed in particolare in quelle opere, attinenti l’edilizia, per le quali troppo spesso si procede con delle metodologie empiriche e tecnologie arretrate. Il Controllo di Qualità richiama l’attenzione sulle opportunità che le fasi promozionale e progettuale vengano controllate da un processo di pensiero che tenga in considerazione tutti i possibili dissesti, ragionando, nel riferirli al caso specifico, come se il dissesto si fosse verificato e se ne dovessero ricercare le cause.
Il Controllo di Qualità, che oltre tutto tende ad evitare sprechi di materiali e manodopera, comprende anche la verifica dell’osservanza delle diverseNormative e Raccomandazioni, in particolare per le Fondazioni, le Norme e le relative istruzioni emanate dal Ministero dei LL.PP: le Raccomandazioni dell’AGIsulle Indagini e sui Pali di Fondazione, le Raccomandazioni della AICAP sugli Ancoraggi.
I recenti avvenimenti dimostrano che i dissesti insegnano e danno una lezione per il futuro, creando sensibilità ad intuire le insidie di quell’incerto mezzo rigido plastico che è il terreno e che può portare l’opera in situazioni critiche, se si raggira con facilità l’ostacolo di una qualsiasi norma. Tutto ciò riguarda l’autocontrollo di qualità interno che, fra l’altro, contempla una precisa registrazione di dati, misure e informazioni tali che, ordinati, costituiscono un’efficiente documentazione quale vero certificato di nascita dell’opera.

Ing. Anna Maria La Rovere
ANGQ

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