Il 2019 l’anno più caldo per gli oceani

OCEANO

Il 2019 è stato uno degli anni più caldi della storia per gli oceani del mondo, oltre 1,2 gradi centigradi al di sopra della media rispetto agli anni fra il 1981 e il 2010. Il 90% del calore in eccesso sul pianeta viene immagazzinato negli oceani. Gli oceani sono il regolatore energetico principale della Terra e la misurazione della quantità di calore immagazzinata è uno dei modi migliori per quantificare il tasso di riscaldamento globale.

Attraverso una nuova metodologia di raccolta dei dati delle temperature è stato possibile ricostruirne l’andamento degli ultimi cinquant’anni.

“È fondamentale capire quanto rapidamente le cose stiano cambiando”, dice John Abraham, coautore e professore di ingegneria meccanica all’Università di St. Thomas negli Stati Uniti. “La chiave per rispondere a questa domanda è negli oceani, dove finisce la maggior parte del calore. Se si vuole capire il riscaldamento globale, bisogna misurare il riscaldamento degli oceani”.

Cosa comporta l’aumento della temperatura?

L’aumento della temperatura degli oceani:

  • porta all’innalzamento del livello del mare
  • riduce l’ossigeno disciolto nell’oceano
  • influisce significativamente sulla vita marina.

Interi ecosistemi marini stanno cambiando, a cominciare dalle barriere coralline in giro per il mondo: un quinto della popolazione marina è morto negli ultimi tre anni, con stravolgimenti per migliaia di specie.

Riducendo i gas serra il tasso di aumento della temperatura degli oceani potrà essere rallentato diminuendo i rischi per la sopravvivenza dell’uomo.  L’acqua di mare è del 26% più acida rispetto all’inizio dell’era industriale. Gli ecosistemi marini vitali si stanno degradando.

Cambierà anche la situazione in Europa, con un Mediterraneo che diventerà sempre più caldo mettendo a rischio industrie importanti come l’agricoltura e il turismo. Entro il 2050 i paesi mediterranei subiranno eventi di siccità almeno 6 mesi l’anno.

Gli eventi estremi come le ondate di calore sono oggi più frequenti di un secolo fa. Le aree urbane in India e Pakistan possono essere i primi posti al mondo a sperimentare tali ondate di calore letali.

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