I parametri della dieta eco-sostenibile

dieta eco-sostenibile

Il professore americano Hilborn ha portato avanti una ricerca sugli alimenti eco-sostenibili. Tale studio ha tenuto in considerazione alcuni paramentri come:

l’energia usata per produrli, i gas serra rilasciati, l’eventuale alterazione della composizione dell’ambiente attraverso l’uso di fertilizzanti o mangimi chimici e la possibilità di alimentare le piogge acide.

I ricercatori hanno effettuato quindi un’analisi di questi quattro parametri nella produzione di quaranta grammi di proteine, che è la dose media giornaliera raccomandata negli Stati Uniti. Lo studio menziona anche altri tipi di impatto ambientale, come la domanda di acqua, l’uso di pesticidi, l’uso di antibiotici e l’erosione del suolo. Per il momento, i ricercatori non hanno considerato l’impatto sulla biodiversità nei sistemi utilizzati per la raccolta, la caccia o la pesca, ma stanno rivalutando questo punto per pubblicare uno studio più completo.  Anche l’impronta idrica, ovvero la quantità di acqua consumata dai processi produttivi, è un ottimo parametro per valutare l’impatto ambientale. Cereali, frutta e verdura, che, per altro, sono tra i cibi più consumati nelle diete mediterranee, hanno un’impronta idrica molto più bassa rispetto alla carne ed ai derivati animali.

“Se per esempio, per produrre un pomodoro sono necessari 13 litri di acqua, per una fetta di pane ne servono 40, 100 grammi di formaggio «costano» 500 litri, un hamburger 2.400 litri d’acqua. Più in generale, per alimentarsi il consumo d’acqua varia da circa 1.500-2.600 litri nel caso di una dieta vegetariana a circa 4.000-5.000 litri per una ricca di carne. Ne consegue che una dieta idrovora, troppo ricca in grassi animali e zuccheri, è negativa non solo per le risorse idriche del pianeta ma anche in termini di salute.” (Fonte: One Planet Food).

 

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