Una nuova economia Green per salvare l’Italia

Economia Green

Che la crisi economica sia un’opportunità per nuovi investimenti Green: questo il succo di quanto riportato nel Manifesto “Uscire dalla pandemia con un nuovo Green Deal per l’Italia”.

Come sappiamo, il mondo delle imprese italiane è letteralmente attaccato dalle conseguenze economiche legate alla pandemia del Covid-19.

Per questo motivo intende reagire rilanciando e sostenendo nuove iniziative economiche green, riportate nel “Manifesto” che, ad oggi, risulta già sottoscritto da ben 110 esponenti di importanti imprese e organizzazioni.

Il Manifesto per l’economia del futuro

 

In una ripresa green confida anche il Ministro dell’ambiente Edo Ronchi, anche presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile: «L’economia del futuro non può che essere green, decarbonizzata e circolare. Attenzione a non cadere dalla padella della pandemia alla brace della crisi climatica».

La Fondazione per lo sviluppo sostenibile ha quindi anch’essa aderito all’iniziativa, il Manifesto per “Uscire dalla pandemia con un nuovo Green Deal per l’Italia”: una peculiarità, rilevante a livello nazionale ed europeo: è promossa da esponenti di primo piano rappresentativi e rilevanti per i settori economici italiani.

Un così vasto e rappresentativo coinvolgimento del mondo delle imprese nel sostenere un Green Deal è una novità di rilievo e indica la consapevolezza del settore imprenditoriale che le tendenze stanno cambiando o devono necessariamente farlo. L’obiettivo è chiaramente anche coinvolgere i decisori politici nell’ottica di un sviluppo economico con maggiori garanzie.

Il presupposto da cui è partire è che l’Italia risulta essere fra le prime economie green in Europa: è in cima alla classifica mondiale delle “green growth tigers”, dietro alla sola Germania ma davanti agli Stati Uniti, Austria, Danimarca e Cina.

Sempre Edo Ronchi sottolinea che «rifinanziare tutto l’esistente per ritornare alle condizioni economiche precedenti alla pandemia è, in questa emergenza, quasi un riflesso condizionato, ma sarebbe doppiamente sbagliato: si rifinanzierebbero anche attività che invece andavano cambiate,  e non si impegnerebbero risorse sufficienti, che sono comunque limitate e relativamente scarse, per i cambiamenti verso l’economia del futuro».

Per la Fondazione e per gli altri firmatari del Manifesto dobbiamo dunque «continuare a compiere tutti gli sforzi necessari per uscire da questa pandemia, per rendere le nostre società e le nostre economie più resilienti, ma prestando anche attenzione a non cadere, nel giro di pochi anni, dalla padella della pandemia alla brace della crisi climatica globale. Durante la pandemia le emissioni di CO2 sono diminuite, ma, se si torna al modello precedente, riprenderanno come e più di prima. Se la gran massa dei finanziamenti pubblici che verrà messa in campo finirà col generare aumento di emissioni di gas serra e modelli lineari di produzione e di consumo, inefficienti e ad alto spreco di risorse, verranno generati nuovi costi trasferiti sul nostro futuro».

 

 

Studi su emissioni di gas serra e su interventi Green

 

Secondo lo studio dell’ Italy for Climate in collaborazione con lo European Institute on Economics and the Environment, «il mancato conseguimento dei target di riduzione delle emissioni di gas serra e il fallimento delle politiche di contrasto al cambiamento climatico avrebbero effetti negativi importanti sul Pil italiano, arrivando a riduzioni stimate attorno al 10%».

Sostiene in merito la Fondazione per lo sviluppo sostenibile: «se viceversa decideremo di utilizzare questo sforzo economico senza precedenti per imprimere una accelerazione del sistema economico verso processi e prodotti sempre più green, potremo porre le basi per un futuro più sicuro e al tempo stesso ottenere performance economiche ed occupazionali migliori rispetto a quanto otterremmo con finanziamenti scarsamente orientati al green».

Uno studio condotto dalla Fondazione in collaborazione con l’istituto di ricerche economiche Cles nel 2019 ha misurato l’impatto che avrebbero a breve termine (cinque anni) la promozione di interventi green avanzati in cinque settori chiave: efficienza energetica, fonti rinnovabili, economia circolare, rigenerazione urbana e mobilità sostenibile. La conclusione è che «le misure indicate nello studio, di cui si propongono anche le relative coperture economiche, secondo i risultati della ricerca avrebbero portato in pochi anni a 190 miliardi di euro di nuovi investimenti green e 800 mila nuovi occupati».

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