Gli italiani sono i maggiori consumatori di pesce al mondo

Un nuovo studio del Marine Stewardship Council risalente allo scorso Gennaio 2018 condotto in 22 mercati internazionali dall’Australia agli Stati Uniti accerta che in Italia si consuma la più grande quantità di pesce al mondo pari solo al Sudafrica. Per la prima volta è stato anche identificato un nuovo segmento: i “seafood lovers”, veri appassionati di pesce.
Marine Stewardship Council è un’organizzazione non profit che opera per diffondere la pesca sostenibile affinchè gli oceani possano essere sempre pieni di vita. In diverse zone del mondo, attività di pesca condotte in modo non sostenibile hanno portato ad uno sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche, mettendo a rischio la reperibilità di tali risorse per le generazioni future. Scegliendo prodotti con il marchio blu MSC, sosteniamo la pesca sostenibile. L’attività di pesca deve essere gestita con attenzione in modo che altre specie e habitat all’interno dell’ecosistema rimangano sani. Il 95% degli italiani sono consumatori abituali, soprattutto al Sud e nelle Isole (97%) seguiti da Nord Est e Centro (entrambi 94%) e Nord Ovest (93%).
Gli italiani consumano molto pesce anche per la freschezza del prodotto. Il consumo di prodotti ittici è prevalentemente domestico (79% dei consumatori domestici consumano pesce almeno una volta a settimana), quello fuori casa è occasionale: una volta al mese o una volta ogni pochi mesi. I consumatori italiani acquistano pesce al supermercato (84% degli intervistati) ma rimane rilevante anche il mercato locale e la pescheria. La tipologia di prodotto ittico più acquistata è il fresco, seguito dall’inscatolato e dal surgelato. Gli italiani sono anche interessati a sapere da dove vengono i prodotti che mangiano seguire e citano la tracciabilità come uno dei principali criteri di acquisto.

Gli italiani sembrano anche avere compreso che per tutelare la salute degli oceani ognuno può fare la sua parte, a partire proprio dalle scelte d’acquisto: il 68% predilige prodotti ittici certificati ogni volta che è possibile (23%) ed occasionalmente (45%).

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