Le foreste col clima più caldo assorbono più CO2

Da 12 Novembre 2020Energia & Ambiente
Foreste

Come sappiamo, le foreste rappresentano un vero e proprio polmone per il nostro Pianeta: esse, infatti, assorbono circa un terzo delle emissioni di CO2 di origine antropica.

Uno studio dal nome “Forest production efficiency increases with growth temperature” e guidato dall’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom), dimostra che il clima delle foreste ha un forte impatto nell’efficienza di assorbimento di Anidride Carbonica.

Dimostra, infatti, come le foreste che crescono in climi più caldi siano più efficienti nell’assorbire carbonio e produrre biomassa.

Sono state esaminate più di 100 foreste di tutto il mondo, documentando questi risultati.

Abstract

Nell’Abstract Collalti spiega che:

«L’Efficienza di produzione forestale è una variabile che abbiamo introdotto recentemente per identificare la frazione di carbonio assimilato tramite la fotosintesi che viene destinata alla produzione di biomassa legnosa o, più in generale, di materia organica degli alberi (la produzione primaria netta). L’FPE aumenta con la temperatura media di crescita delle foreste esaminate e con la precipitazione, mentre diminuisce con l’età delle foreste. I risultati del nostro studio, per la prima volta, non confermano quindi la costanza di FPE riportata da studi precedenti, che avevano preso in analisi molti meno dati, ma piuttosto mostrano il contrario, indicando che in natura il ruolo della temperatura è opposto a quello che ci si aspetterebbe sulla base della risposta di breve termine della respirazione. Questo probabilmente per l’acclimatazione alla temperatura di processi come la respirazione e la allocazione del carbonio».

Rapporto tra NPP e GPP e tra BP e GPP

Entrando maggiormente nel merito, l’autore dimostra che:


“La sensibilità climatica del ciclo terrestre del carbonio può essere confrontata utilizzando rapporti tra questi flussi in una gamma di climi. Ci concentriamo qui sul rapporto tra NPP e GPP, la cosiddetta efficienza nell’uso del carbonio (CUE = NPP / GPP) e tra BP e GPP, chiamata efficienza di produzione di biomassa (BPE = BP / GPP). I due concetti sono vicini, ma non identici. Il BPE è sostanzialmente più facile da ottenere, perché i flussi aggiuntivi che costituiscono la NPP sono notoriamente difficili da misurare. Per questo motivo, sono disponibili molti più dati sulla BPE, mentre le incertezze associate alla misurazione della PA e della NPP rendono impossibile distinguerli in raccolte di dati di grandi dimensioni. Pertanto, abbiamo valutato le stime sia di BPE che di CUE come una singola metrica, di seguito denominata efficienza di produzione forestale (FPE), ma facendo distinzioni tra loro quando necessario e quando possibile”.

 

Lo studio ha anche utilizzato i risultati di numerosi modelli del progetto TRENDY v.7 tutti a conforto dei medesimi risultati. In proposito Collalti sottolinea che «Le evidenze sperimentali non sono quindi in accordo con la diminuzione di efficienza che viene predetta dai modelli, che sono utilizzati per simulare la risposta delle foreste ai cambiamenti climatici. Questo potrebbe determinare possibili sovrastime delle perdite di carbonio forestale con il riscaldamento globale».

Lo studio è stato lodato dal CNR che ha premiato l’ uso di dati sperimentali e climatici e di modelli di simulazione.

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