Allarme estinzione per gli insetti

Da 15 Febbraio 2019Energia & Ambiente
insetti

Gli insetti stanno scomparendo. Ed è una vera catastrofe ambientale, che avanza ad una estrema velocità: tra 10 anni avremo un quarto in meno della popolazione di insetti, tra 50 anni metà in meno e tra 100 anni non ne avremo più.

Le nubi di moscerini in estate, il risuonare dei grilli nelle campagne o le farfalle che allietavano le passeggiate rischiano di essere un vago e lontano ricordo: 2,5% è il tasso di estinzione registrato ogni anno mentre il 40% degli insetti sono in declino e un terzo è già concretamente in pericolo.

Gli scienziati del mondo, che parlano di armageddon degli insetti, stimano che entro un secolo potrebbero completamente sparire e ciò chiaramente significherebbe un collasso degli ecosistemi naturali.

L’uso eccessivo dei pesticidi, unito agli effetti del riscaldamento globale, sta contribuendo a causare la cosiddetta sesta estinzione di massa delle specie “essenziali” per il corretto funzionamento degli ecosistemi. Basti pensare al ruolo fondamentali degli insetti nell’impollinazione e nell’equilibrio che oggi ci consente di godere di centinaia di specie di piante, oppure inquadrarli come fonte di cibo necessaria per altre specie.

Per i ricercatori vi è una evidente correlazione fra agricoltura e coltivazioni e presenza degli insetti: bisognerebbe quindi attuare colture diverse, più rispettose dell’ambiente e cambiare, di conseguenza, modo di mangiare.

Diversamente “Le ripercussioni che questo avrà per gli ecosistemi del pianeta sono a dir poco catastrofiche”.

Tra le minacce per l’estinzione degli insetti, che attualmente superano per 17 volte il numero degli esseri umani del Pianeta, ci sono il riscaldamento globale e l’urbanizzazione. In aggiunta, è da considerare che gli insetti sono anche la prima fonte di sostentamento per altri esseri viventi che, col tempo, si estinguerebbero.

Tra le indagini più recenti, è emerso come farfalle e falene siano fra le più colpite. Le sole farfalle sono scomparse in diverse aree del mondo e in Inghilterra, in aree coltivate, la loro diffusione è diminuita del 60%. Cifre allarmanti anche per api, coleotteri, mosche, formiche, grilli.

 

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