Energia: quali sono le conseguenze del Covid?

Da 8 Ottobre 2020Energia & Ambiente
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L’Energy Transition Outlook appena pubblicato da DNV GL fa emergere una dura verità sul consumo di energia. Le conseguenze del Covid-19 ridurranno in modo permanente la domanda globale di energia. Il Covid-19 ha suscitato infatti importanti mutamenti nei comportamenti di consumo energetici, come dimostra la riduzione dei viaggi a lungo raggio e delle presenze in ufficio, entrambi fattori responsabili del picco nella domanda di energia per i trasporti e quindi di petrolio, durante il 2019.

Secondo DNV GL – Esperto internazionale di gestione del rischio e uno dei principali Enti di Certificazione a livello mondiale – è probabile che questi trend comportino effetti duraturi per la società, con un rilevante impatto sulla domanda energetica legata ai trasporti e agli immobili commerciali.

“Il Covid-19 ha cambiato il quadro globale del settore energetico, ma la crisi climatica globale rimane altrettanto urgente quanto prima della pandemia – afferma Remi Eriksen, Group President e CEO di DNV GL. “L’iniziale ottimismo è stato presto sostituito dall’amara constatazione che la diminuzione dell’inquinamento dell’aria non si deve a una maggiore decarbonizzazione nel mix energetico, ma a cambiamenti a breve termine dovuti esclusivamente alla pandemia. Possiamo realizzare una transizione più veloce con le tecnologie già esistenti ma, oggi più che mai, per raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’Accordo di Parigi sono necessari incentivi nazionali e di settore.”

I gas decarbonizzati, compreso l’idrogeno, sono di vitale importanza nei settori dove ridurre le emissioni è più difficile. Ad esempio il riscaldamento degli edifici o le industrie con un’elevata domanda di energia termica, ma per ottenere un impatto significativo richiedono un forte sostegno politico.

 

Perché il mondo spenderà meno in energia?

 

In proporzione al Pil, nel 2050 l’umanità spenderà in energia meno di oggi. L’1.6% del Pil globale rispetto al 3% nel 2018. DNV GL prevede che entro il 2032 l’elettrico coprirà metà delle vendite di auto nuove. Questo causerà una marcata riduzione nella richiesta di petrolio per i trasporti stradali che, stima DNV GL, calerà del 56% tra il 2018 e il 2050.

“Non potremo svuotare un’altra volta gli aerei di linea, quindi dobbiamo metterci tutti al lavoro per trovare subito soluzioni pratiche alla crisi globale. La rapida crescita in anni recenti del fotovoltaico, dell’eolico e delle tecnologie per le batterie mi fa sperare che l’umanità stia trovando queste soluzioni, anche se i cosiddetti settori – hard to abate – necessitano di forti incentivi normativi per spostare l’ago della bilancia verso la decarbonizzazione. Il gas naturale, compreso l’idrogeno, svolgerà un ruolo chiave nella transizione verso il futuro energetico che l’umanità vuole e deve realizzare,” conclude Eriksen.

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