Energia dal mare: Italia prima nel Mediterraneo

Da 11 Giugno 2020Energia & Ambiente
Energia dal mare

“Con circa 5 milioni di euro l’anno l’Italia è al primo posto tra i Paesi mediterranei e al secondo in tutta Europa, subito dopo il Regno Unito, per finanziamenti pubblici all’energia dal mare”.

Questo quanto emerso dal primo rapporto del progetto europeo OceanSET 2020, basato sull’analisi degli investimenti e sullo sviluppo tecnologico nei paesi che affacciano il Mediterraneo e in tutta Europa.

E’ il Regno Unito ad avere il primato in Europa, dove l’Italia è seconda. Nella classifica seguono Belgio, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia.

Per l’Italia i dati sono stati raccolti ed elaborati da ENEA, che implementa il Piano Strategico europeo di sviluppo delle tecnologie energetiche marine.

 

Gli studi dell’ENEA

 

All’ENEA spiegano che «In Europa la disponibilità di risorse energetiche marine è maggiore lungo la costa atlantica (in particolare in Irlanda e Scozia), ma il mar Mediterraneo non è da meno, anzi offre opportunità interessanti sia per produzione energetica che per sviluppo di tecnologie. Le aree con il più alto potenziale di energia dalle onde sono le coste occidentali della Sardegna e della Corsica, ma anche il Canale di Sicilia e le aree costiere di Algeria e Tunisia. Mentre l’energia dalle maree può essere “estratta” principalmente nello Stretto di Messina, grazie allo sfruttamento delle correnti che raggiungono velocità superiore a 2 metri al secondo. In questo contesto l’Italia si posizione come il paese più avanzato del bacino mediterraneo per ricerca e sviluppo di dispositivi, guadagnandosi una posizione di rilievo a livello internazionale.

 

Ocean SET 2020 e il BLUE DEAL

 

Gli stanziamenti pubblici degli 11 Paesi europei presi in esame nel rapporto “Ocean SET 2020” sono stati pari a 26,3 milioni di euro, ma solo 6 Paesi – Italia, Francia, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna – hanno adottato politiche specifiche per lo sfruttamento dell’energia di maree e moto ondoso a fini energetici.

Lanciato nel 2019, il progetto Ue OceanSET ha l’obiettivo di «fare il punto sulle tecnologie e i meccanismi di finanziamento attivi negli stati europei per promuovere una conoscenza condivisa su questa nuova fonte di energia pulita, su cui l’Europa potrebbe guadagnare la leadership a livello mondiale con un giro d’affari potenziale di oltre 50 miliardi di euro l’anno e la creazione di 400mila nuovi posti di lavoro al 2050».

Negli ultimi anni ci si è impegnati al massimo in Italia, anche attraverso progetti finanziati tra gli altri dal Fondo di sviluppo regionale europeo (PELAGOS): «A novembre 2019 inoltre è partito il progetto BLUE DEAL, che ha lo scopo di superare le attuali restrizioni tecniche e amministrative alla diffusione della Blue Energy. IL BLUE DEAL mira a identificare le migliori pratiche per la pianificazione, il collaudo e l’integrazione delle procedure per l’impiego della Blue Energy nelle regioni mediterranee e a stabilire un piano comune per la diffusione di queste tecnologie nell’area mediterranea.

 

Gli obiettivi della UE

 

L’Unione europea ha posto la riduzione del costo dell’energia dalle maree  e  dalle onde come obiettivo a breve/medio termine. A livello tecnologico, invece, sono  79 i progetti di ricerca finanziati, di cui 57 per l’energia dalle onde e 22 dalle maree: in Italia i prototipi più promettenti sono 5, di cui 4 per le onde e 1 per le maree. Ma tra tutte queste iniziative, sono 12 i progetti europei (7 per l’energia dal mare e 4 dalle maree) più promettenti, con un livello molto avanzato di sviluppo tecnologico, consentendo di creare 200 nuovi posti di lavoro. Solo in Italia esistono siti di prova che si trovano a Pantelleria, Reggio Calabria, Napoli e in Adriatico. Contiamo quindi di proseguire con il massimo impegno e competenza per mantenere in alto il nome dell’Italia!

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