Emergenze ambientali, il nuovo Decreto sulla Terra dei Fuochi

Da 7 gennaio 2014Energia & Ambiente
emergenze ambientali

Ancora una volta, e con la consueta dovizia e scrupolosità nei confronti del tema trattato, il blog Uninform – ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza torna ad occuparsi di tematiche ambientali, in particolar modo delle annose vicende note al grande pubblico con il nome di Terra dei Fuochi e ILVA di Taranto ed alle relative emergenze ambientali in essere.

Fra i più significativi provvedimenti in materia ambientale di recente emanazione, è stato pubblicato in Gazzetta il  Decreto legge 10 dicembre 2013, n. 136 che detta Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate.

Il provvedimento era stato approvato dal Consiglio dei ministri il 3 dicembre scorso: in attesa che il provvedimento venga convertito in legge, il decreto è già operativo dal giorno di pubblicazione in Gazzetta (il 10 dicembre 2013).

Noto come decreto sulla Terra dei fuochi, il provvedimento risolve in realtà diverse emergenze ambientali e sanitarie nella regione Campania, nonché in altre zone a rischio ambientale quali l’Ilva di Taranto.

Nel decreto si parla di Interventi urgenti per garantire la sicurezza agroalimentare” e “Azioni e interventi di monitoraggio e tutela” nei territori della regione e di dissesto idrogeologico (art. 6). Il risanamento dell’Ilva ritorna nell’articolo 7 e nell’articolo 8 dove si dà l’Autorizzazione degli interventi previsti dal piano delle misure ambientali e sanitarie per l’Ilva di Taranto ricadenti in area SIN.

Il riferimento all’Ilva di Taranto è invece contenuto nell’articolo 7, di modifica al Decreto Ilva (decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89).

Ma la novità più significativa è certamente l’introduzione del reato di combustione dei rifiuti (art. 4 del Decreto) all’interno del Codice Ambiente: il nuovo Art. 256-bis punisce chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate, stabilendo la reclusione da due a cinque anni. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni.

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