Decreto del Fare: arrivano le semplificazioni per la sicurezza sul lavoro

Da 31 luglio 2013Salute & Sicurezza
semplificazioni per la sicurezza

Animato dal consueto spirito formativo e divulgativo che fin dalle sue origini ha contraddistinto il lavoro della Redazione, il blog Uninform ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza torna ad occuparsi di una questione molto cara sia agli assidui ed appassionati lettori che agli addetti ai lavori, ovvero semplificazioni per la sicurezza sul lavoro.

È stato, infatti, pubblicato in Gazzetta ufficiale n.144 del 21-6-2013, l’atteso Decreto Legge del Fare del 21 giugno 2013 n.69 che reca “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia“.

Al suo interno si trovano anche diverse disposizioni che riguardano da vicino il mondo della salute e sicurezza sul lavoro e dell’ambiente, e che apportano modifiche al Testo Unico di Sicurezza ed al Codice Ambiente, in un’ottica di maggiore semplificazione burocratica delle procedure.

Per quanto riguarda la sicurezza il Decreto del Fare intende sfruttare la modalità di invio telematico delle comunicazioni in materia di misure specifiche di protezione e di prevenzione, di esposizione non prevedibile, di notifiche all’organo competente per territorio, di misure di emergenza, anche per il tramite degli organismi paritetici o delle OO.SS. dei datori di lavoro. Inoltre, sempre in un’ottica di riduzione degli adempimenti burocratici, anche la comunicazione agli organi di vigilanza degli elementi informativi relativi a nuovi insediamenti produttivi potrà essere effettuata nell’ambito delle istanze e delle segnalazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive di cui al DPR 160/2010.

Ma la modifica più rilevante riguarda l’individuazione di settori a basso rischio infortunistico (che potrebbero essere individuati da un prossimo decreto ministeriale sulla base di criteri e parametri oggettivi desunti dagliindici infortunistici di settore dell’INAIL ) come confermato anche dal Ministero del lavoro in un comunicato di commento al Decreto del fare.

Con riferimento a questi settori sarà possibile, in base al Decreto del Fare(art. 32), sostituire il DUVRI (Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze) con un incaricato unico che sovraintenda alle attività relative alla sicurezza, realizzando il necessario coordinamento tra committente, appaltatori e subappaltatori. Tale incaricato deve essere in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali tipiche di un preposto, nonché essere soggetto a periodico aggiornamento e avere conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro. L’obbligo di predisporre il DUVRI resterà invariato per nel caso di rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei particolari rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori di cui all’allegato XI al Testo Unico sulla sicurezza del 2008.

Inoltre, nonostante l’introduzione delle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi nelle aziende fino a 10 lavoratori, il Decreto del Fare prevede la possibilità di adottare modelli semplificati (da individuare con apposito decreto ministeriale) in sostituzione di alcuni documenti di cantiere, (piano operativo di sicurezza, piano di sicurezza e coordinamento, fascicolo dell’opera) nel caso dei piccoli lavori, la cui durata presunta non è superiore ai dieci uomini-giorno finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi.

Ulteriori semplificazioni degli adempimenti burocratici per i datori di lavoro, che devono essere ben tenuti in conto, qualora le previsioni del decreto legge siano confermate in sede di conversione in legge, riguardano gli obblighi di formazione, informazione e sorveglianza sanitaria nei casi in cui la prestazione del lavoratore presupponga una permanenza di breve durata nei luoghi di lavoro (fino a cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento). Ciò per evitare di duplicare i controlli sanitari o leattività formative sui lavoratori per ogni prestazione lavorativa anche di poche ore, o per evitare il ripetersi delle medesime procedure formative in caso di sostituzione del datore di lavoro presso il quale il prestatore svolge la prestazione, pur rimanendo nel medesimo settore produttivo.

Continua a seguire il blog Uninform ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente ed alla Sicurezza

Lascia una risposta