Certificazioni biologiche, cosa bisogna sapere?

Da 30 Novembre 2016Accreditamento, Qualità
certificazioni biologiche

Quali sono le principali certificazioni biologiche che tutelano i consumatori in Italia e nel mondo su temi come colture biologiche, sostenibilità ambientale, certificazione energetica, agriturismi biologici e biodiversità?

Focalizzandoci sull’Europa, la certificazione biologica dell’Unione Europea garantisce che il prodotto sia stato realmente coltivato, allevato e lavorato rispettando i requisiti europei in materia.

Dal 1° luglio 2010 il MARCHIO UNICO EUROPEO viene concesso per i prodotti alimentari preconfezionati che contengono almeno il 95% di ingredienti biologici.

Obbligatoria anche l’indicazione delle materie prime: Ue e non Ue o entrambi (Ue/non Ue).

Viene quindi indicata la numerazione dell’operatore controllato cioè il numero che l’ente certificatore assegna al più recente operatore preparatore o produttore del prodotto.

E’ certo che tutti i prodotti biologici debbono risultare conformi alle disposizioni del regolamento CE 834/2007.

Sono solo Enti ufficiali riconosciuti ed autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a riconoscere la conformità ai Regolamenti CE n. 834/2007 e n. 889/2007 dopo aver controllato il processo produttivo in ogni singola fase del ciclo e verificato l’idoneità delle aziende produttrici che, a loro volta, devono garantire la qualità di prodotto e metodi di produzione, a loro volta, conformi.

Coltivatori, trasformatori e commercianti una volta ottenuto il logo dell’UE vengono sottoposti anche a più controlli annuali di verifica così da garantire al consumatore prodotti genuini realmente ottenuti nel rispetto del ciclo della natura.

Le certificazioni biologiche sono, quindi, gli unici strumenti a disposizione delle aziende che operano nel biologico e che seguono un protocollo di rigide norme sia per la produzione di materie prime che per la loro trasformazione in prodotti finiti.

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