Animali in via d’estinzione: il pesce spatola cinese è scomparso

pesce

Il pesce spatola cinese (Psephurus gladius o Chinese Paddlefish in inglese) è la prima specie estinta nel 2020. Lungo fino a sette metri, poteva pesare anche 400 kg.

 

Caratteristiche, queste, che insieme allo strano e caratteristico muso allungato, lo avevano reso un pesce unico, tra i più grandi di quelli che vivono in acqua dolce.

Questo gigante buono non esiste più dopo esser stato in circolazione almeno 200 milioni di anni. Dichiarato estinto dagli studiosi, la notizia è stata diffusa dalla rivista specializzata Science of The Total Environmental.

Quali altre specie si sono estinte nello stesso fiume?

 

Viveva in Cina, nel fiume Yangtze, uno dei maggiori corsi d’acqua del pianeta, e già dal 1993 la specie era stata considerata funzionalmente estinta.

Il Pesce spatola cinese è la terza specie che si estingue in quel fiume. Prima di lui, il delfino del fiume Yangtze (Lipotes vexillifer), scomparso nel 2006 e la alosa indiana (Tenualosa ilisha) sparita da quelle acque nel 2015.

“Questo è il primo di questi grandi pesci d’acqua dolce a scomparire e molti sono a rischio: la preoccupazione è che altri si estingueranno, ma la speranza è che possiamo invertire il loro declino prima che sia troppo tardi”, sostiene Zeb Hogan, biologo ittico dell’Università del Nevada, Reno, nonché esploratore del National Geographic.

La specie è gradualmente diminuita nel corso dell’ultimo secolo a causa della pesca eccessiva. Purtroppo del pesce spatola cinese non esistono esemplari negli acquari e nemmeno sono stati conservati tessuti con cellule potenzialmente viventi.

In conclusione negli ultimi 40 anni l’attività umana ha prodotto la scomparsa del 60% dei mammiferi, rettili, pesci e uccelli presenti in natura. Dagli anni Cinquanta ad oggi l’attività di pesca si stima abbia sottratto agli ambienti marini qualcosa come sei milioni di tonnellate tra pesci e invertebrati.

“Andando avanti, tutti noi dobbiamo imparare a bilanciare i bisogni degli umani con quelli della vita acquatica” afferma il biologo ittico Zeb Hogan.

 

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