Andamento infortunistico 2014: la Relazione annuale INAIL

Da 16 Luglio 2015Salute & Sicurezza
relazione annuale inail sicurezza

L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro ha presentato il 9 luglio a Montecitorio, la consueta Relazione annuale INAIL che fa il punto sull’andamento infortunistico nel nostro Paese.

Il Presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, alla presenza del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e del presidente della Commissione Affari sociali, Pierpaolo Vargiu, ha analizzato i dati che confermano il calo generalizzato del numero di infortuni e di infortuni mortali nel nostro Paese, come ormai da diversi anni, imputato sia ad una maggiore attenzione alla sicurezza, sia ad un calo dell’occupazione e delle attività lavorative dovuta alla crisi economica.

Riassumiamo dunque i dati riportati dalla Relazione annuale INSIL

Le denunce presentate all’Inail nel 2014 sono state 663.149, il 4,6% in meno rispetto alle 694.902 del 2013; gli infortuni riconosciuti sul lavoro dall’Istituto, che nel 2014 sono stati 437.357, di cui il 18% avvenuti “fuori dall’azienda”, ovvero “con mezzo di trasporto” o “in itinere” sono in calo del 6,3%.

1.107 risultano essere le denunce di infortunio mortale (erano 1.215 nel 2013, 1.501 nel 2010) mentre gli infortuni accertati “sul lavoro” sono 662 (-6,8% rispetto ai 710 del 2013), di cui oltre la metà (358) “fuori dall’azienda”.

Gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail. In media 82 giorni per gli infortuni che hanno provocato menomazione e circa 20 giorni in assenza di menomazione.

Per quanto riguarda le tecnopatie, le denunce di malattie professionali, riporta INAIL, nel 2014 sono state 57.391, circa 5.500 in più rispetto al 2013 e in aumento di oltre il 33% rispetto al 2010: riconosciuta la causa professionale al 35%, mentre il 2% è ancora “in istruttoria”. Il 62% delle denunce riguarda malattie del sistema osteomuscolare, in aumento del 78% rispetto al 2010. I soggetti ammalati sono stati circa 43mila, il 40% dei quali per causa professionale riconosciuta dall’Istituto.

I lavoratori deceduti nel 2014 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.488, il 26% in meno rispetto al 2010, in 414 casi per patologie asbesto-correlate. Infine, l’85% delle morti avvenute lo scorso anno è con età al decesso maggiore di 74 anni.

Continua a seguire il blog UninformANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente, all’Energia ed alla Sicurezza

Lascia una risposta